Page 151 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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                 Lo schema di riferimento per le nuove tavole di classificazione senza
              data è sempre quello originario dell’edizione del 1932.
                 innanzitutto, si evidenzia l’introduzione definitiva dei titolari relativi ai
              protocolli classificati che furono inseriti a pieno titolo. Così vi fu una com-
              pleta riorganizzazione dei titolari per le legioni, per i comandi di gruppo,
              compagnia, tenenza e sezione (con l’esclusione quindi degli ispettorati di
              zona, nel frattempo, ridenominati brigate carabinieri) e delle stazioni.
                 i titolari classificati, invece, erano comuni a tutti i comandi di ufficiale e
              alle sezioni, queste ultime rette da marescialli maggiori.
                 Per l’area di gestione del personale, ordinamento e addestramento tutta
              la ‘antica’ categoria 1 «Personale ufficiali» transitò nel protocollo classifi-
              cato R (riservato).
                 La categoria dedicata al restante personale «sottufficiali e truppa» fu
              riorganizzata con l’introduzione della specialità 1-2 «Passaggi nel ruolo
              territoriale»  e  1-6  «Provvedimenti  di  Stato  (commissioni  di  disciplina,
              dispense dal servizio, collocamenti a riposo d’autorità)» che sembrava-
              no irrigidire il potere di sanzione verso il personale dipendente attraverso
              una maggiore attenzione ai provvedimenti di Stato che avevano una certa
              autonomia con una specialità dedicata, mentre le restanti subirono inter-
              venti per l’aggiornamento linguistico o per l’introduzione di nuove dispo-
              sizioni minori. Con tali caratteristiche si presenta la ‘vecchia’ specialità 9
              «Fogli caratteristici, note caratteristiche», ora 1-10 «note caratteristiche e
              cartelle personali». alcune specialità persero il carattere più militare delle
              ‘vecchie’, per allinearsi ai ‘tempi nuovi’ in modo tale da introdurre con
              maggiore decisione l’attività sportiva. in particolare, si noti la specialità
              3 - «Educazione fisica – Gare – Concorsi ippici – Campionati» che rappre-
              senta perfettamente l’idea dello sport per il fascismo .
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                 Furono introdotte nuove specialità 4-3 «Libretti di viaggio e tessere per-
              sonali di riconoscimento», 4-4 «Sale convegno – Spacci cooperativi», 4-5
              «assistenza morale – Premi, sussidi e sovvenzioni», 4-6 «Doni e gratifi-
              cazioni offerti all’arma da enti e da privati», 4-7 «Ricorrenze, cerimonie

              267    Per quanto riguarda lo sport nell’Arma dei Carabinieri, in assenza di studi scientifici in ma-
              teria, si segnalano Massimo Roversi, Carabinieri nello sport, Roma, Ente Editoriale per l’Arma
              dei Carabinieri, 2002 e il più datato Guido Antoniazzi – Diego Bigai, Carabinieri 1895-1945
              – 50 anni di ricordi, Soligo, Grafiche V. Bernardi, 1999, con riferimento alle pp. 32-33, 73-81,
              86-105. Più in generale, Maria Piera Ulzega – Angela Teja, L’addestramento ginnico-militare
              nell’esercito italiano – 1861-1945, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell’Esercito, 1993. Sul
              ventennio fascista, Maria Canella – Sergio Giuntini (a cura di), Sport e fascismo, Milano, Fran-
              co Angeli, 2009.
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