Page 222 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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222 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
tali somme sarebbero state inserite nella massa di economia se fossero
state rimaste in giacenza a fine anno, con la chiusura dell’esercizio finanzia-
rio, presso la legione senza essere state corrisposte agli aventi diritti. Tale
precisazione si ritrova anche nelle avvertenze varie relative alla gestione
delle competenze mensili e, in particolare, si segnalava ai comandi di di-
visione che «si farà una ben marcata distinzione tra le ricevute relative alla
contabilità e quelle che ragguardano le spese di pubblica sicurezza, dovendo
quelle della contabilità essere trasmesse direttamente all’amministrazione
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Generale, e queste ultime all’Uffiziale Pagatore» . Ciò perché, giova ricor-
dare ancora, si distinguevano le due funzioni: mentre la prima si occupava
della gestione amministrativa del danaro che era assegnato alla legione dal-
lo Stato e ritenuto dagli onorari degli ufficiali e dalle paghe dei militari, l’uf-
ficiale pagatore aveva invece il compito di procedere alla contabilizzazione
per conto del Ministero dell’interno e, quindi, richiedere attraverso i suoi
organi periferici, le somme di danaro da consegnare ai militari in funzione
delle ricompense previste per le varie attività di pubblica sicurezza.
Diversa invece era la questione dei rimborsi delle spese di viaggio e
trasporto per ferrovia che dovevano essere contabilizzate dal consiglio ge-
nerale per essere però pagate poi dal Ministero dell’interno. nel caso di
passaggio di un militare da una legione all’altra, il relatore avrebbe avu-
to l’onere di inviare «l’estratto matricolare nonché quello di disciplina»
che avrebbe ricevuto dall’ufficio di stato maggiore della legione medesima
insieme alla «tabella di passaggio prescritta dal Regolamento d’Ammini-
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strazione per l’esercito» . Si noti quindi come si interpolavano i distinti
regolamenti creando non poche difficoltà di applicazione per coloro i quali
ricoprivano incarichi contabili e amministrativi all’interno dell’arma.
infine, nel caso di premi per l’arresto di disertori e renitenti sarebbe
stato onere del consiglio chiedere il certificato di diserzione (a cura del
comando di corpo del disertore) o il certificato di renitenza (a cura della
prefettura o sotto-prefettura) e provvedere quindi alla compilazione di nuo-
vi stampati previsti a partire dal 1863 a seguito dell’intensificazione delle
misure di contrasto alla diserzione e alla renitenza con particolare riferi-
mento alle province dell’antico Regno delle Due Sicilie ove il fenomeno
aveva assunto dimensioni preoccupanti con il conseguente costante ricorso
dell’Esercito nel più vasto contrasto al Brigantaggio .
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99 Regolamento cit., art. 43.
100 Note ed aggiunte cit., p. 13.
101 Regio decreto 31 maggio 1863 «sui premi agli individui della forza pubblica per l’arresto di di-
sertori e renitenti alla Leva», in GMU 1863, p.321. Le disposizioni furono poi emanate con nota n.

