Page 316 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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                  atti originali ed i registri che ad essi si riferiscono e tutta la corrisponden-
                  za relativa (art. 100 della legge e regolamento per l’amministrazione del
                  patrimonio e per la contabilità generale dello Stato e paragrafi 13, 15 e 87
                  dell’istruzione per la stipulazione dei contratti); le pratiche relative ad im-
                  portanti operazioni di servizio che rivestano carattere storico. Queste ulti-
                  me dovranno inoltre essere annualmente segnalate con apposito prospetto
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                  a questo Comando Generale (Ufficio Disciplina e Servizio)» .
               Si sottolineava che la decorrenza per l’eliminazione dei fascicoli era
            collegata alla fine dell’affare corrente, nonché che i comandi gerarchici
            fino alla legione avrebbero dovuto far prendere
                  «in esame, sotto la responsabilità diretta dei capi dei singoli uffici e dei co-
                  mandanti di divisione, compagnia, tenenza e sezione, anche per le stazioni
                  direttamente dipendenti, tutto il carteggio degli anni precedenti agli ultimi
                  cinque, per stabilire quali atti debbano essere conservati e quali eliminati
                  in base alle presenti disposizioni. È inteso che per la macerazione dovrà
                  sempre farsi obbligo all’Ente ricevente di procedere a tale operazioni in
                  presenza dei militari incaricati dall’Arma, che redigeranno al riguardo
                  apposito verbale (n. 35 istruzione sul carteggio)».
               I regolamenti, le leggi e le altre disposizioni abrogate, sarebbero state
            eliminate con i vecchi fascicoli dopo essere stati ritirati dalle legioni stesse,
            con l’unica eccezione, già prevista dal n. 35 dell’istruzione sul carteggio,
            relativa alle pubblicazioni riservate e riservatissime.
               Si dava poi facoltà alla scuola centrale, alle legioni e ai comandi e uffici
            superiori di trattenere «un esemplare di detti regolamenti, per consultazio-
            ni ed eventuali studi».
               Per quanto riguardava poi la conservazione della documentazione era
            prescritto che questa dovesse essere classificata
                  «per materia, ordinando cronologicamente per anno solare la corrisponden-
                  za e gli atti in genere, e, per esercizio finanziario, le contabilità, i registri ed
                  i documenti che ad esso si riferiscono. il tutto dovrà essere sistemato, ove
                  sia possibile, in un unico locale, la cui chiave sarà conservata dai coman-
                  danti di divisione, compagnia, tenenza, sezione e stazione per il carteggio


            36    Le disposizioni avrebbero dovuto trovare concreta applicazione pratica. In realtà, la prassi doveva
            essere ben diversa. Si pensi, a titolo di esempio, che il Museo aveva interessato i comandi territoriali
            allo scopo di reperire documentazione sul decesso di due militari (i Carabinieri David Mastrantoni
            e Mariano Corsini), peraltro decorati di Medaglia d’Argento al Valor Militare, avvenuto rispettiva-
            mente il 30 gennaio e il 2 febbraio 1899. La tenenza di Fano, con una dichiarazione datata 10 giu-
            gno 1931, a firma del tenente Gastone Pisanzio comunicava che “non si unisce copia del rapporto o
            verbale perché il vecchio carteggio è stato eliminato”, ASMACC, Raccolta militari caduti in servizio,
            fascicolo «David Mastrantoni».
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