Page 318 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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318 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
emanate dal Comando Generale nel 1930, allo scopo di chiarire un equivo-
co che genera confusione anche tra gli stessi specialisti del settore.
innanzitutto, si deve segnalare che gli interventi relativi alle operazioni
di scarto e di conservazione degli archivi militari non erano attribuzioni
dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Questo si occupò
unicamente di intervenire nella tutela e conservazione della documentazio-
ne che aveva avuto maggior importanza per le operazioni belliche conclu-
se da poco quando, proprio in prossimità della fine della Grande Guerra,
l’Ufficio Storico era stato ricostituito in parallelo alla smobilitazione del
Comando Supremo.
in tale veste, dunque, si trattava di attività discendenti ancora dal ruolo
avuto da quest’ultimo per tutta la durata della guerra, tanto che la firma
sulla circolare 601 del 1919 era del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito,
armando Diaz, già al vertice del Comando Supremo per l’ultimo anno di
guerra e precedentemente, sottocapo di stato maggiore dell’Esercito, alle
dipendenze di Cadorna .
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Gli interventi successivi (circ. 634 del 1929 e 258 del 1930) furono pro-
dotti da un organismo che svolgeva funzioni di controllo di natura ammi-
nistrativa a livello centrale (l’ispettorato Generale amministrativo) e poco
aveva a che vedere con le operazioni di selezione, scarto e conservazione
degli archivi dell’Esercito e dell’arma dei Carabinieri. in tal modo, la cen-
tralità dell’azione di tutela era in capo a un organismo ministeriale privo
di linee guida rivolte alla tutela culturale degli archivi, ma con la finalità
di gestione amministrativa degli stessi, al pari dei materiali di proprietà
dell’amministrazione militare. Ciò era evidentemente segnalato proprio in
riferimento alla parte dell’archivio da scartare che, al trascorrere del tempo,
sarebbe dovuta essere ceduta dapprima alla Croce Rossa italiana e quindi
al libero mercato per farne carta da macero. tali considerazioni aiutano a
comprendere la portata dell’azione dell’Ufficio Storico dello Stato Maggio-
re dell’Esercito che, sia riconosciuto oggettivamente, si dimostrava piut-
tosto limitata in relazione a tutta la produzione documentaria della Forza
armata, sebbene avesse avuto comunque un certo ruolo per gli archivi dei
vertici militari e dei reparti combattenti nel corso del conflitto mondiale.
Ciò consente di comprendere adeguatamente anche le ragioni della pre-
senza della documentazione presso quell’archivio e l’assenza di molta altra.
38 Si veda in proposito la circolare 601 del 1919 del Comando del Corpo di Stato Maggiore – Repar-
to Operazioni – Ufficio Storico già richiamata precedentemente.

