Page 319 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La ceLebrazione deL Mito tra Lo scarto e iL Museo storico 319
Pertanto, si può affermare ragionevolmente che l’Ufficio Storico del-
lo Stato Maggiore dell’Esercito continuava a svolgere quella funzione di
valorizzazione del ruolo del vertice della Forza armata e dell’operato dei
reparti combattenti sotto le direttive del disciolto Comando Supremo.
analogamente e purtroppo, non apparteneva alle competenze dell’Uffi-
cio Storico il compito di archivio storico di tutto l’Esercito italiano, proprio
come dimostrano i versamenti condotti nel corso della storia archivistica
dell’Ufficio.
Un altro aspetto di particolare importanza inoltre è dato dal riconosci-
mento della centralità dell’istruzione sul carteggio, valore dichiarato aper-
tamente anche a livello centrale, proprio nel campo della selezione e scarto
degli archivi prodotti e custoditi dall’arma.
Tale aspetto non è secondario, perché lascia intravedere un’azione di
tutela già presente, almeno dall’istruzione nell’edizione del 1920, curata
direttamente dall’istituzione, che andava a integrare le disposizioni ema-
nate dai vari interlocutori istituzionali nel frattempo succedutisi in quegli
anni nel normare sugli archivi dei reparti dell’Esercito (di cui l’arma pure
continuava ad esserne parte) e sulla documentazione da custodire perma-
nentemente.
Gli interventi del Comando Generale consentono anche di apprezzare
una certa autonomia che già si era manifestata nel lontano 1878 quando
furono emanate le prime disposizioni in materia di conservazione perma-
nente e scarto della documentazione istituzionale prodotta dai Carabinieri.
Le varie indicazioni impartite su scarto e conservazione ora richiamate
confluirono poi nell’istruzione sul carteggio del 1932. in effetti, l’architet-
tura adottata già da parecchi decenni per l’istruzione sul carteggio conti-
nuava ad avere un forte impatto positivo all’interno dell’arma.
Le varie edizioni consentirono di mantenere un allineamento tra le
norme sulla documentazione e l’evoluzione delle disposizioni normative.
Proprio in tale periodo, il Comando Generale dell’arma dei Carabinieri
comunicò l’imminente pubblicazione della bozza di stampa dell’istruzione
sul carteggio nella nuova edizione del 1932 e precisava, nel contempo, che
«sono state raccolte e coordinate le varie norme emanate al riguardo dal
1920 ad oggi, con particolare riferimento alle nuove disposizioni per la
compilazione, registrazione, trasmissione e conservazione del carteggio
impartite dal Ministero della Guerra con la circolare 617 del Giornale Mi-

