Page 373 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La tuteLa in seno aLL’arma: L’ufficio storico     373


              d’istituto e al contributo di sangue offerto dai Carabinieri per garantire la
              pubblica sicurezza. Si ricordi, a tal proposito, che l’azione ai fini di tutela e
              conservazione condotta dal Museo in tale fase storica aveva già subito un
              rallentamento. Di conseguenza, si può ben comprendere l’esigenza sorta
              all’interno del Comando Generale, sotto la guida del generale de lorenzo,
              per una matura riflessione su di una parte del patrimonio documentario
              che, in realtà, aveva subito numerose amputazioni in osservanza delle di-
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              sposizioni emanate all’interno dell’Arma .
                 L’estensore del progetto sottolineava infatti che
                   «la larga messe di notizie, invece, che potrebbe essere desunta da una cro-
                   nografia dell’arma, anche all’infuori dell’interesse proprio dell’istituzione
                   di conservare una rigorosa memoria della propria vita ed attività, potrebbe
                   rappresentare, di per se stessa, un documento valido di altissimo interesse
                   storico».

                 in effetti, era proprio evidenziato il bisogno di ricostruire, attraverso la
              elaborazione di dati, una serie di informazioni relative all’attività condotta
              dall’arma. Già di per sé ciò rappresentava, agli occhi dell’istituzione, un
              risultato estremamente significativo.
                 Con tale ottica fu fotografata la situazione in quel periodo in cui si ave-
              va, in applicazione delle disposizioni in vigore all’epoca, che
                   «col sistema in atto, della periodica distruzione degli archivi dopo un limi-
                   tato numero di anni, la memoria di eventi di capitale importanza che videro
                   l’arma protagonista o spettatrice attenta e criticava, invece, irrimediabil-
                   mente perduta. né migliore sorte spetta alle «Memorie Storiche» che ogni
                   comando di legione e di Reggimento compila annualmente, giacché detti
                   documenti, acquisiti all’Ufficio Storico dello Stato Maggiore ed al Museo
                   Storico, vengono poi collocati in archivio, senza una ulteriore elaborazione
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                   sistematica d’insieme» .
                 La questione appariva correttamente nei termini già trattati in preceden-
              za. Si aggiunga inoltre che il sistema a cui fa riferimento l’estensore era
              legato all’edizione dell’istruzione sul carteggio in vigore in quegli anni.


              4    Si rinvia alle disposizioni in materia di selezione e di scarto trattate nei capitoli precedenti.
              5    Archivio Storico dell’Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri (d’ora in
              poi ASACC), Documentoteca (d’ora in poi D), 142, A13.18, appunto del II Reparto – Ufficio Opera-
              zioni in data 30 marzo 1965. Il tenente colonnello Marco Ricotti individua nel 1968 la costituzione
              dell’Ufficio Storico, Marco Ricotti, L’Ufficio storico dell’arma dei carabinieri, in Ministero per i beni
              culturali e ambientali «Le fonti per la storia militare in età contemporanea» – Atti del III seminario,
              Roma, 16-17 dicembre 1988, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali – Ufficio centrale per
              i beni archivistici, 1993, pp. 47-49.
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