Page 374 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            in effetti, rispetto le edizioni precedenti il Secondo conflitto mondiale che
            avevano normato anche le operazioni di selezione e scarto, la versione del
            1953 avviò un delicato e rischioso processo di semplificazione di tale am-
            bito che continua nelle edizioni successive, con grave perdita di documen-
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            tazione .
               Tale aspetto, come più avanti è indicato, ebbe ripercussioni più com-
            plesse poiché anche la politica di acquisizione documentaria dell’Ufficio
            assunse come propria base tale presupposto, con inevitabili conseguenze
            sulle questioni archivistiche sino a momenti più recenti.
               in effetti, il compito iniziale assegnato alla Sezione Storica era di riceve-
            re «sistematicamente dai vari uffici del Comando Generale (in particolare
            dagli uffici operazioni, ordinamento e Studi e Legislazione, addestramen-
            to) documenti, segnalazioni e rapporti concernenti il particolare settore».
               Le prime funzioni dell’Ufficio, quindi, furono essenzialmente interne al
            Comando Generale e quindi non vi era alcuna relazione con le organizza-
            zioni addestrativa, territoriale, mobile e dei reparti speciali dell’arma. Si
            tenga anche conto che gli uffici sopra indicati non corrispondevano a tutte
            le articolazioni interne del vertice dell’arma, bensì solamente a quelle ri-
            tenute più significative ai fini dell’analisi della documentazione. Così, ad
            esempio, poco o nulla è giunto sinora relativamente alla gestione dei qua-
            drupedi seguita a livello centrale dalla Direzione di ippica e Veterinaria.
               inoltre, si parlava espressamente di documenti relativi alle singole fun-
            zioni assegnate ai vari uffici individuati all’epoca, lasciando trasparire che
            tali carteggi fossero grosso modo coevi e in relazione al generico bisogno
            di raccolta dati che la Sezione Storica doveva assolvere.
               L’istituzione della Sezione Storica, pertanto, si deve collocare nella se-
            rie di iniziative volute e sostenute dal Comandante Generale di quegli anni,
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            il generale Giovanni de Lorenzo .
               in realtà, l’esistenza del Museo Storico lascia senza risposta l’interro-
            gativo sulla necessità di un ulteriore ente. Probabilmente, un’azione ri-
            volta verso la presidenza del Museo avrebbe potuto riavviare un flusso


            6    Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – Ufficio Addestramento e Regolamenti, Istruzio-
            ne sul Carteggio per l’arma dei carabinieri, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1953 approvata dal
            Comandante Generale, generale di corpo d’armata Alberto Mannerini.
            7    de Lorenzo fu comandante generale dal 15 ottobre 1962 al 31 gennaio 1966. Sulla figura di de Lo-
            renzo, Virgilio Ilari, Il generale col monocolo, Ancona, Casa Editrice Nuove Ricerche, 1994, in parti-
            colare, per il periodo in questione, pp. 157-248. Anche Mimmo Franzinelli, Il Piano Solo – I servizi
            segreti, il Centro-sinistra e il «Golpe» del 1964, Milano, Mondadori, 2010, pp. 48-50.
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