Page 384 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            quest’ultimo non avrebbe costituito un archivio storico nel senso comune
            del termine, bensì una raccolta documentaria che doveva provvedere a dif-
            fondere informazioni tecniche e specializzate, attraverso uno scambio di
            corrispondenza centro-periferia. Quindi, almeno in tali anni, si sviluppò
            una ricerca di documentazione finalizzata alle attività assegnate all’Ufficio.
               in analogia, si individuavano gli utenti finali in
                  «i Comandi (ed Uffici) dell’arma; in secondo luogo gli ufficiali, i sottuf-
                  ficiali ed i carabinieri, singolarmente considerati. Da ciò consegue che il
                  Servizio dovrà evadere prima di tutto le richieste di informazione dei Co-
                  mandi, poi quelle del personale» .
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               Dunque emerge chiaramente l’esigenza di carattere interno. In primo
            luogo i differenti comandi dell’Arma e in secondo il personale, cercando
            così di soddisfare le esigenze di conoscenza in campo storico, attraverso
            studi dedicati e legati ad attività istituzionali che l’arma ha condotto nel
            corso della sua storia.
               a giudizio dell’ufficiale sarebbe stato necessario disporre
                  «di  una  documentoteca  ben  rifornita  di  documenti  e  di  schedari  docu-
                  mentografici perfettamente aggiornati. La documentoteca rappresenta «il
                  magazzino» dei documenti che contengono le informazioni […] sarà im-
                  possibile, né per altro sarebbe economicamente conveniente, che la docu-
                  mentoteca del Servizio venga in possesso di tutti i documenti contenenti le
                  informazioni che il Servizio dovrà rifornire. Buona parte di esse si troverà
                  presso i Comandi, gli uffici e le biblioteche dell’arma ed eventualmente
                  anche presso biblioteche estranee all’arma. Sarà quindi svolta dal Servizio
                  un’attività di ricerca volta a reperire, analizzare, riassumere e schedare,
                  su schema di lavoro, tali documenti. Le schede di lavoro così compilate
                  perverranno al Servizio dove saranno classificate e, successivamente, con-
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                  trollate dalla Direzione» .
               Semmai ce ne sia bisogno è chiarita ancora una volta l’assenza di una
            funzione conservativa dell’Ufficio Storico e della documentoteca annessa.
            Dunque non archivio storico, bensì raccolta di documenti aventi informa-
            zioni per le esigenze dell’Ufficio.
               È interessante sottolineare come si riteneva maggiormente importante
            lo schedario aggiornato piuttosto che la tutela della documentazione che,
            apertis verbis, sarebbe rimasta presso i comandi, gli uffici e le biblioteche.
            in realtà, come si dirà più avanti, l’esperienza condotta sul campo negli ulti-

            24    Ivi, p. 18.
            25    ivi, pp. 31-32.
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