Page 389 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La tuteLa in seno aLL’arma: L’ufficio storico 389
sunta la decisione di ricostituire l’Ufficio Storico e, nel fornire gli elemen-
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ti di risposta all’interrogazione parlamentare presentata da due deputati ,
l’Ufficio Pubbliche Relazioni e Documentazione precisava che «l’archivio
storico del Comando Generale dell’arma […] è stato costituito per esclusi-
ve esigenze di documentazione dell’istituzione. Pertanto, non è aperto alla
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libera consultazione del pubblico» .
nell’appunto che precedeva tale comunicazione esterna era precisato
che «l’archivio del Comando Generale non è stato mai aperto alla libera
consultazione del pubblico» e che
«finora, comunque, le richieste di carattere storico rivolte da privati (me-
diamente 10-15 l’anno) sono state regolarmente evase da quest’Ufficio
[P.R. e Documentazione], che ha fornito di volta in volta risposta scritta
agli interessati».
Con tale comunicazione, si fa cenno, per la prima volta a proposito
dell’Ufficio, dell’uso della locuzione «archivio storico», inteso come orga-
nismo di conservazione, senza tuttavia riportarne la consistenza.
nonostante questo e altri interventi esterni, in realtà, non sembra che
sia stato posto l’interrogativo sulla reale necessità di intervenire, sia per la
costituzione di un archivio storico, sia per impostare una corretta azione
di conservazione e tutela del patrimonio archivistico dell’arma. inoltre
sembrerebbe, sia pure timidamente, che vi fu un piccolo cambio di impo-
stazione nella linea di condotta con una sempre più significativa apertura
al pubblico che era gestita attraverso l’uso della corrispondenza ordinaria,
in risposta a quesiti e ricerche avanzati da parte di studiosi e ricercatori .
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33 Si tratta degli onorevoli Codrignani e Ferrara che presentarono una interrogazione a risposta
scritta (n. 4-19929 – Res. Camera n. 598 del 3 febbraio 1987). Nello specifico veniva chiesto «quali
siano le norme vigenti che regolano la consultazione dell’archivio storico dello Stato maggiore dell’e-
sercito e del Comando centrale [sic!] dell’arma dei carabinieri».
34 USACC, Archivio corrente (d’ora in poi AC), lettera n. 2/36-2-1965 di prot. Doc. del 18 febbraio
1987 del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – II Reparto – SM – Ufficio Pubbliche Re-
lazioni e Documentazione, avente ad oggetto «Interrogazione a risposta scritta degli On.li CODRI-
GNANI e FERRARA n. 4-19929 – Res. Camera n. 598 del 3.2.1987, indirizzata al Ministero della
Difesa – Ufficio Centrale per gli Studi Giuridici e la Legislazione. La lettera è firmata «d’ordine» dal
Capo di Stato Maggiore, generale di brigata Mario Cucci. Si tenga conto che, mentre sono censiti i 3
‘tradizionali’ uffici storici degli Stati Maggiori (Esercito, Marina, Aeronautica), nel volume che costi-
tuisce la guida agli archivi militari in questi anni, non c’è traccia di quello dell’Arma, Erik Norberg,
Guide to military archives, Stockholm, Krigsarkivet, 1989.
35 Si vedano gli articoli a firma di Giorgio Rochat dal titolo «Benemerenze del silenzio – Gli impe-
netrabili archivi dell’Arma» apparso su «Il Manifesto», 23 febbraio 1989, «La talpa» p. 2 e «Archivi
segreti? Quello dell’Arma è più segreto degli altri» apparso su «Il Foglio», 13 agosto 1999, p. 3. Il sot-
totitolo «Visitina del Foglio agli Amici della Benemerita. Non vogliono sguardi indiscreti. Polemica

