Page 390 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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               in  effetti,  va  sottolineato  che  la  quasi  totalità  della  documentazione
            ricevuta dall’Ufficio Storico, sino a tempi recentissimi, è stata custodita
            all’interno della Documentoteca, secondo una stratificazione che, attraver-
            so alcuni campionamenti, sembra riconducibile ai tempi di schedatura dei
            singoli fascicoli piuttosto che a un posizionamento strutturato secondo un
            ordine cronologico o di soggetto. Ciò si può affermare tenendo conto di
            quanto emerge dai rilevamenti condotti nei quali la documentazione non
            segue alcun criterio al di fuori di quello, probabile, di arrivo in Ufficio e di
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            schedatura a seconda delle necessità .
               Un cambio di passo si può registrare a partire dal 1989, quando ci fu un
            mutamento d’approccio alla questione. il capo ufficio dell’epoca, maggio-
            re Marco Ricotti, presentava ai superiori gerarchici un quadro d’insieme
            delle attività degli uffici omologhi delle Forze armate, con cui si ribadiva
            la necessità di conformarsi all’operato degli Uffici Storici degli Stati Mag-
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            giori di Esercito, Marina e Aeronautica . Tuttavia, ancora in tale fase di
            riavvio delle attività, la struttura conservativa di base dell’Ufficio continuò
            ad essere la Documentoteca.
               Con la ricerca dell’allineamento agli altri Uffici Storici, parallelamente,
            mutò anche il rapporto con i cittadini, attraverso l’adeguamento «alla nor-
            mativa ed alla prassi degli altri Enti militari»;  un secondo aspetto signi-
            ficativo riguardava la diversificazione dei «ruoli dell’Ufficio Storico e del
            Museo […] assegnando con opportune intese: all’Ufficio la custodia del
            materiale «non consultabile a norma di legge o, comunque, ritenuto ancora
            «occorrente»; al Museo la conservazione del materiale consultabile, che
            dall’Ufficio gli verrebbe ceduto in custodia fiduciaria».
               Dalla documentazione consultata, sembra che fu Ricotti, anche in virtù
            della ricostituzione dell’Ufficio, ad avere colto la necessità di distinguere i
            due istituti attribuendo chiaramente le funzioni a ciascuno di essi allo sco-
            po di evitare inutili e controproducenti sovrapposizioni. La sua esposizione
            fu alla base della scelta assunta dai vertici dell’istituzione.

               Tale nuovo orientamento fu comunicato dall’Ufficio al Museo Storico
            con lettera n. 38/5-1 di prot. del 3 giugno 1989 a firma del Capo di Stato



            degli Storici» rappresenta il punto di vista di alcuni storici sulla consultazione di documentazione
            archivistica.
            36    Si veda il documento 48 “Campionamento della stratificazione nella Documentoteca dell’Ufficio
            Storico, in appendice al presente lavoro.
            37    USACC, AC, appunto a firma del Capo Ufficio Storico, maggiore Marco Ricotti, n. 38/3 di prot. in
            data 14 aprile 1989 avente ad oggetto «Archivi storici militari – Consultazione da parte di estranei».
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