Page 391 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La tuteLa in seno aLL’arma: L’ufficio storico     391


              Maggiore, generale di brigata Giuseppe Tavormina, con la quale si dispo-
              neva che era necessario «dare piena attuazione alla normativa» includen-
              do nell’archivio del Museo «il materiale documentario che sarà versato
              dall’Ufficio Storico» tenuto conto che, rifacendosi agli artt. 21-22 del DPR
              1409 del 1963, sarebbe rimasto all’Ufficio «la sola documentazione il cui
              esame è interdetto ex lege».
                 Dunque sembra che vi fu una presa di coscienza abbastanza chiara con
              la necessità di allineare l’istituzione alle disposizioni di legge. in tal senso,
              si deve riconoscere che l’archivio (o meglio la documentoteca) dell’Ufficio
              Storico, nelle intenzioni del capo di stato maggiore, avrebbe dovuto prov-
              vedere alla conservazione della documentazione la cui consultazione non
              era consentita dalla legge sugli archivi, mentre il Museo avrebbe garantito
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              il servizio al cittadino . Si deve sottolineare però che ciò avrebbe compor-
              tato uno scambio di carte piuttosto significativo con i rischi di smembra-
              menti, accorpamenti artificiosi o addirittura perdite.
                 in ogni caso, a partire dal 1995 si aprì una nuova fase di ulteriore presa
              di coscienza dell’apertura dell’Ufficio Storico che emerge integralmente
              nell’appunto di stato maggiore n. 38/18-1989 in data 19 settembre 1995,
              avente ad oggetto «Consultazione del carteggio custodito presso gli archivi
              storici. Tutela dell’immagine dell’arma».
                 nel documento interno si proponeva tra l’altro di unificare
                   «tutto il carteggio storico, affidandolo alla completa gestione dell’Ufficio
                   Storico, richiedendo: all’archivio dell’Ufficio Storico dello SME, tutti i
                   documenti inerenti l’arma, almeno in copia; al Museo Storico, l’invio pro-
                   gressivo del suddetto materiale attualmente in suo possesso, allorquando
                   saranno ultimati i nuovi locali».

                 in sostanza, era stata accolta la «linea Ricotti» che prevedeva dunque il
              «recupero» del posseduto dal Museo e la riproduzione in copia di ciò che
              l’Esercito continuava a custodire poiché i Carabinieri continuavano a rap-
              presentare la prima Arma di quella Forza Armata.
                 Per quanto riguardava il Museo Storico, all’epoca ancora ente morale,
              con lettera n. 38/18-1-1989 di protocollo datata 19 settembre 1995, indi-
              rizzata al Museo Storico, a firma del Capo di Stato Maggiore, generale
              di divisione Giorgio Cancellieri, l’Ufficio Storico del Comando Generale
              dell’arma aveva interessato il Museo per la restituzione del «materiale do-



              38    Il titolo del DPR 1409/1963 recava «Norme relative all’ordinamento e al personale degli archivi
              di Stato».
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