Page 398 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            za pubblica e nella lotta contro la delinquenza, nonché il riconoscimento
            da parte del Paese delle benemerenze acquistate dall’arma stessa» (art. 6,
            co. 2). anche nel regolamento interno del 1942, a seguito del nuovo Sta-
            tuto emanato con Regio decreto 2 dicembre 1941 n. 1591 erano indicate le
            modalità di cernita del materiale da consegnare al Museo, poiché «tutti i
            comandi di carabinieri reali sono i naturali e più diretti collaboratori della
            direzione dell’istituto per la costante ricerca di cose che siano giudicate
            meritevoli di acquisizione da parte del Museo». in particolare, la «ricerca
            è affidata ai comandi delle legioni, dei reparti autonomi e dei reparti mobi-
            litati in tempo di guerra» (p. 24) come a «qualsiasi militare dell’arma dei
            carabinieri reali, in servizio o in congedo, così pure qualsiasi altro ente o
            persona, possono offrire al museo cimeli, documenti, ricordi, pubblicazio-
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            ni e fotografie» (p. 25) .
               in questo caso, la documentazione sarebbe stata inviata al Museo e per
            conoscenza  ne  sarebbe  stato  informato  l’Ufficio  Storico.  Sembrerebbe
            quindi che il soppresso ente morale avesse avuto un nuovo slancio nelle at-
            tività di ricerca di materiale e documentazione per garantire la rivisitazio-
            ne storica che il generale Ferrara stava conducendo. in realtà, la circolare
            emanata dall’Ufficio Storico non indicava se il Museo avrebbe avuto la cu-
            stodia finale della documentazione, bensì che in tale fase avrebbe prevalso
            la necessità di comunicare i documenti quali oggetti museali e non come
            parte di un insieme più complesso come un fondo documentario.
               Tuttavia, si può affermare che nel medesimo periodo, si ebbe anche
            una interessante inversione di tendenza. innanzitutto, l’elevazione a «ran-
            go di Forza armata» per l’arma dei Carabinieri ha posto l’Ufficio Storico
            del Comando Generale al medesimo livello di quelli degli Stati Maggiori
            dell’Esercito, della Marina e dell’aeronautica, consentendo così l’ingresso
            nel 2003 di quel capo ufficio all’interno della Commissione italiana di Sto-
            ria Militare ora soppressa .
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            52    GMU 1925, n. 128. Disposizioni Varie. R. decreto n. 2495, col quale è istituito in Roma ed eretto
            in ente morale il museo storico dell’arma dei carabinieri reali, avente un capitale iniziale nominale di
            lire 51000, ed è approvato il relativo statuto organico. – (Direzione generale servizi amministrativi). –
            3 dicembre 1935. – (Gazzetta ufficiale n. 24, del 30 gennaio 1926). Bollettino Ufficiale dei Carabinieri
            Reali 1926, dispensa 3  del 31 marzo 1926, pp. 151 e seguenti; Museo Storico dell’Arma dei Carabi-
                            a
            nieri Reali (a cura della direzione dell’Istituto), Statuto organico e regolamento interno, Roma, 1942.
            53    Legge delega 31 marzo 2000, n. 78 recante «Delega al Governo in materia di riordino dell’Arma
            dei carabinieri, del Corpo forestale dello Stato, del Corpo della Guardia di finanza e della Polizia
            di Stato. Norme in materia di coordinamento delle Forze di polizia» e decreto legislativo 5 ottobre
            2000, n. 297 recante «Norme in materia di riordino dell’Arma dei Carabinieri, a norma dell’artico-
            lo 1 della legge 31 marzo 2000, n. 78», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 248 del 23 ottobre 2000
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