Page 397 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La tuteLa in seno aLL’arma: L’ufficio storico     397


                 L’Ufficio Storico dell’arma, dopo 4 anni, intervenne nuovamente nel
              2003, cercando ancora una volta di sensibilizzare i comandi a tutti i livelli.
              La circolare, tuttavia, non sembra che abbia avuto maggiore successo ri-
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              spetto al passato . le disposizioni furono emanate nell’ambito di alcune
              attività, ovvero la «organica rivisitazione storica di tutto il patrimonio di
              antichi documenti ufficiali» sotto la direzione del Generale C.a. arnaldo
              Ferrara e prescriveva, in particolare per quanto d’interesse in questa sede,
              che i comandi destinatari della circolare avrebbero dovuto
                   «promuovere ogni possibile ulteriore ricognizione che tenda ad acquisire
                   altri eventuali documenti (o copie di essi) aventi valenza storica: lettere,
                   stampe, manifesti, memorie inedite, articoli riportati in pubblicazioni di
                   epoche passate […] scritti, scritti relativi a giudizi o riconoscimenti espressi
                   da personaggi anche stranieri, documentazioni fotografiche e quanto altro».

                 È chiaro che, sino a questo momento era stato utilizzato un approccio
              alla conservazione dei documenti che prende origine, molto probabilmen-
              te, dalla vecchia concezione di conservazione di particolari documenti di
              interesse storico con la conseguente eliminazione di quanto «non d’inte-
              resse», seguendo le norme che erano alla base dell’idea fondante il Museo
              Storico. a tal proposito, si possono trovare indicazioni analoghe che si ba-
              savano esclusivamente sulla buona volontà dei comandanti dei reparti e
              non su di una raccolta sistematica.
                 Come ricordato  precedentemente,  tra i primi scopi assegnati al mu-
              seo, già secondo lo statuto organico del 1925, era «quello di custodire de-
              gnamente i cimeli, l’archivio storico, la biblioteca, nonché tutti i ricordi
              dell’arma relativi all’azione da essa svolta sia in pace che in guerra, e di
              proseguire nella raccolta di detti cimeli e ricordi» (art. 2). Lo statuto de-
              scriveva anche i compiti del consiglio direttivo del Museo che provvedeva,
              inoltre, «alla ricerca, raccolta e all’ordinamento dei materiali, cimeli e do-
              cumenti che riguardano la cronistoria dei vari reparti dell’arma, gli atti di
              valore individuale compiuti dai singoli suoi componenti, ed infine di tutto
              ciò che può servire a dar risaltare l’azione svolta dall’arma sia in occasione
              di pubbliche calamità, come nei servizi a tutela dell’ordine e della sicurez-


              n. 10, 1970, pp. 14-28, nonché per alcuni aspetti più generali, Elio Lodolini, Archivistica – Principi e
              problemi , Franco Angeli, Milano, 1988, p. 334. In ogni caso gli Stati Maggiori operavano sulla base
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              di disposizioni ministeriali.
              51    Circolare n. 35/26-3-1969 di prot. del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – Ufficio Sto-
              rico, datata 16 settembre 2003 avente ad oggetto «Acquisizione di documenti storici» a firma del Ca-
              po di Stato Maggiore, generale di divisione Giorgio Piccirillo e indirizzata ai Comandi Regione Ca-
              rabinieri e per conoscenza ai Comandi Interregionali e al Direttore del Museo Storico.
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