Page 58 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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               La necessità di proporre soluzioni, oltre a rappresentare la situazione
            a livello periferico sulla base della competenza territoriale della legione,
            costituiva l’essenza del servizio dei comandanti di legione che possedeva-
            no sia l’esperienza, sia la professionalità per poter gestire gli avvenimenti
            particolarmente gravi che si sarebbero verificati sul territorio. inoltre,
                  «è necessario che il comandante la Stazione riferisca dettagliatamente tutti
                  i fatti di servizio al proprio superiore diretto. Con ciò, mentre s’impone al
                  Sott’Ufficiale l’obbligo di procedere con accuratezza in ogni sua incum-
                  benza e di verificare i fatti in tutti i loro particolari, si porge all’Ufficiale
                  il mezzo di conoscere i fatti stessi nei loro dettagli e l’operato dei suoi
                  dipendenti e l’opportunità d’intervenire nel servizio delle proprie stazioni,
                  per dar loro quelle istruzioni e direzioni delle quali possono abbisognare,
                  perché il servizio al quale attendono raggiunga la maggior sua efficacia».
               il testo delle disposizioni era tassativo, prescrivendo puntualmente, per
            i vari livelli gerarchici, i compiti da assolvere nel riferire a proposito di
            avvenimenti particolari e cercando di evitare inutili sovrapposizioni e ap-
            pesantimenti burocratici che non facevano altro che sottrarre i comandanti
            di stazione dal servizio ordinario per dedicarsi alla compilazione di stati
            e modelli superflui. Ciò, almeno nelle aspettative del generale Roissard,
            doveva consentire di alleggerire il lavoro di questi ultimi per seguire mag-
            giormente le attività quotidiane di contrasto alla criminalità e di gestione
            di eventi particolarmente significativi sotto il profilo dell’ordine pubblico.
            È importante rappresentare che il modello allegato alla circolare consisteva
            in uno «stato dei reati avvenuti e degli arresti operati durante il suddetto
            mese dalle Stazioni della legione» ove riportare le attività condotte dal-
            le varie stazioni di ciascuna legione nel contrasto ai reati verificatisi che
            erano indicati «per ordine e qualificati secondo il Codice Penale»: contro
            la sicurezza interna ed esterna dello Stato, contro la religione ed altri cul-
            ti, contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il
            commercio, contro la pubblica sanità, contro il buon costume, contro la
            pubblica tranquillità, contro l’ordine delle famiglie; per quanto riguardava
            i reati contro le persone e le proprietà erano riportati: omicidi, ferite, gras-
            sazioni, estorsioni violente, rapine e ricatti, furti semplici, furti qualificati,
            truffe, incendio, distruzioni, guasti strade ferrate e telegrafi; erano previste
            anche le colonne per le contravvenzioni contro l’ordine pubblico, contro le
            persone e contro le proprietà. inoltre, dovevano essere indicati gli arresti
            d’ufficio e quelli dietro mandato, nonché i mandati di cattura pendenti.
            infine, nelle osservazioni si dovevano riportare «le evasioni di detenuti
            dalla camera di sicurezza della Stazione o pendenti le traduzioni; le rivolte
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