Page 77 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
P. 77

Gli strumenti di Gestione documentaria          77


              doveva essere inviato alla scala gerarchica per osservazioni e verifiche, in
              ogni caso, sarebbe stato necessario ‘testimoniare’ l’invio ai superiori, men-
              tre non vi è traccia cartacea del flusso in partenza dalla stazione.
                 Un ulteriore aspetto d’interesse contenuto nell’istruzione sul carteggio
              del 1891 è dato dalla tabella che riportava l’indicazione dei registri obbli-
              gatori per ogni livello gerarchico e ufficio. Tale tabella fu realizzata, molto
              probabilmente, anche allo scopo di chiarire la complessità delle disposi-
              zioni che avevano dato luogo all’uso di documenti che costituivano parte
                                                 129
              dell’archivio di un reparto dell’arma .
                 L’interesse verso tale tabella è duplice: da una parte consente di rappre-
              sentare la complessa selva di disposizioni normative collegate alla tenuta
              dei registri dei Carabinieri, dall’altra individua una porzione della produ-
              zione documentaria, poiché va saputa integrare con i titolari di classifi-
              cazione. Un terzo elemento d’interesse è dato dalla preponderanza della
              documentazione di tipo logistico-amministrativo a scapito di quella più
              marcatamente operativa rivolta al contrasto preventivo e repressivo della
              criminalità e ai servizi connessi.
                 Così  circa  48  registri  (secondo  l’elenco  orientativamente  da  1  a  48)
              possono essere riservati alla gestione del personale, 19 (da 49 a 68) sono
              dedicati a quella più operativa e, infine, oltre 50 ai bisogni contabili e am-
              ministrativi (da 69 a 120).
                 in  definitiva la struttura logica della pubblicazione lascia emerge  un
              aspetto: tutto sommato, la stazione, ovvero l’organo che aveva obblighi
              cogenti di contrasto alla criminalità e di segnalazione degli avvenimenti
              vari, avrebbe dovuto avere un modesto archivio corrente e di deposito (pe-
              raltro privo dei registri di protocollo) poiché si riteneva che una produzione
              documentaria fosse così limitata da non avere bisogno di una registrazione
              in un registro appositamente dedicato.
                 Peraltro il numero modesto dei registri adottati dalle stazioni, tutti facil-
              mente riscontrabili in sede d’ispezione dei superiori, semplificava le ope-
              razioni di controllo, tanto da considerare esemplare l’immagine apparsa su
              un numero unico d’inizio XX secolo raffigurante l’ufficio del comandante
              della stazione carabinieri di Castano Primo, ove il sottufficiale è intento a



              faldone 202.
              129    Si veda in appendice il documento 13, tabella indicante i Registri da tenersi da ogni ufficio
              e comando dell’Arma, BUCCRR, 1891, parte 1 , puntata 2  (straordinaria), circolare n. 4-4226,
                                                         a
                                                 a
              «Istruzioni sul carteggio e sulla tenuta degli uffici», pp. 77-87.
   72   73   74   75   76   77   78   79   80   81   82