Page 76 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            vamente si andava abbandonando il copialettere, retaggio di un modello
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            sorpassato, per i più moderni fascicoli .
               Le 4 specialità rappresentavano la semplificazione estrema di quanto
            previsto per i livelli superiori, con la terza e la quarta in cui vi era una
            maggiore puntualizzazione del servizio principale delle stazioni. in par-
            ticolare, la terza era strutturata su «Reati, arresti e avvenimenti», oggetto
            delle segnalazioni al superiore gerarchico per il suo intervento immedia-
            to se del caso. L’ufficiale avrebbe potuto far seguire una comunicazione
            più puntuale non solo alla scala gerarchica, ma anche agli organi centrali
            dello Stato. infine, la quarta specialità «Servizio d’istituto» rappresentava
            meglio la quotidianità del servizio e delle attività che la stazione avrebbe
            dovuto assolvere: informazioni, mandati di cattura, travestimento, pregiu-
            dicati, traduzioni, scorte e corrispondenze, nonché la gestione dei flussi
            informativi interni come il bollettino dell’arma e le circolari e istruzioni
            emanate dalle autorità superiori.
               in sostanza si era finalmente arrivati a realizzare una prima tavola di
            classificazione per le stazioni carabinieri, per quanto potuto verificare si-
            nora, sebbene tale classificazione fosse condotta per specialità e pratiche,
            anziché per categorie e specialità come per i livelli gerarchici superiori.
               Tale  scelta,  evidentemente,  doveva  essere  legata  all’incremento  dei
            flussi documentari con una maggiore produzione di corrispondenza in tal
            modo che, nonostante il carteggio di una stazione fosse modesto, si ritenne
            necessario estendere alla stazione, il più gradino più basso dell’organizza-
            zione, una struttura ben definita, abbandonando empirismi e personalismi
            nella gestione delle carte.
               Curiosamente, la tabella relativa alla gestione documentaria della sta-
            zione non individuava né una posizione ove porre il registro per il servizio
            giornaliero, presente al n. 54 della tabella dei registri obbligatori, né il fo-
            glio decadale che costituiva il documento periodico prodotto dalla stazione
            a testimonianza del servizio svolto nei 10 giorni . Se è vero che tale foglio
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            127    Si veda in appendice il documento 12, tabella di riparto in specialità e pratiche del carteggio
            d’ufficio per i comandi di stazione, BUCCRR, 1891, parte 1 , puntata 2  (straordinaria), circola-
                                                        a
                                                                 a
            re n. 4-4226, «Istruzioni sul carteggio e sulla tenuta degli uffici», p. 55.
            128    Si veda la circolare di massima n. 11 del Comitato dell’Arma dei Carabinieri Reali datata 20
            settembre 1869 ad oggetto «Norme per la compilazione del foglio decadale di servizio». Anco-
            ra nel 1928 era in vigore il foglio decadale del servizio; BUCCRR 1928, 3  dispensa straordina-
                                                                   a
            ria recante «Ristampa della Circolare di massima N. 11 del 20 settembre 1869 modificata, con-
            tenente le norme per la compilazione del foglio decadale del servizio». Un modello di foglio
            suppletivo al decadale in uso negli anni 20 è stato utilizzato come foglio di risulta in ASMACC,
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