Page 75 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Gli strumenti di Gestione documentaria          75


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              mentaria semplificata rispetto a quella della legione .
                 La ripartizione del titolario secondo il modello 2 uniformò, dal punto di
              vista documentario, tutti i livelli dei comandi retti da ufficiali, da sottote-
              nente sino a tenente colonnello, nonché le sezioni di seconda classe rette da
              marescialli d’alloggio maggiori che potevano predisporsi, anche per tale
              ragione, a un’ulteriore crescita professionale utile per la promozione ad
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              ufficiale .
                 Si osserva come, tutto sommato, in relazione alla struttura della do-
              cumentazione prodotta, le funzioni degli ufficiali fossero molto simili tra
              loro e si basavano sulla gestione del personale (prima divisione) e ammi-
              nistrativa (seconda divisione) con il ‘nocciolo duro’ dell’attività operativa
              dell’arma ‘ristretta’ in terza divisione. La prima divisione, organizzata su
              3 categorie, riteneva le aree del personale, dell’ordinamento e parte delle
              attività logistiche per complessive 18 specialità. Queste ultime erano pre-
              senti, insieme alle principali funzioni amministrative interne nelle 6 ca-
              tegorie della seconda divisione a loro volta organizzate in 23 specialità.
              infine, la terza divisione era composta da 4 categorie che contenevano 27
              specialità. La gestione della contabilità per le esigenze di servizio istituzio-
              nale era tenuta sempre in tale ambito.
                 La terza divisione è interessante perché, rappresentando l’attività prin-
              cipale dell’istituzione, era comunque divisa in una specialità (10), colle-
              gata alle varie fattispecie criminali, in una seconda (11) che racchiudeva
              i documenti di sintesi del controllo del territorio, poi ripassava al servizio
              d’istituto vero e proprio (12) e alla relativa contabilità (13). Si evidenzia in-
              fine che comparve la specialità «informazioni», segno di un forte impegno
              dell’istituzione in un campo che assorbiva parecchie risorse. anche in tal
              caso, tutte le specialità sarebbero state poi suddivise in pratiche o fascicoli.
                 Un ultimo titolario aveva lo scopo di uniformare la gestione dei docu-
              menti delle stazioni. Così, finalmente, l’istruzione sul carteggio introdusse
              anche una nuova organizzazione documentaria per la stazione carabinieri
              che l’avvicinava al modello condiviso in quel periodo in cui progressi-

              125    Si veda in appendice il documento 11, tabella di riparto in categorie e specialità del carteg-
              gio d’ufficio per i comandi di divisione, compagnia, tenenza e sezione, BUCCRR, 1891, parte
              1 , puntata 2  (straordinaria), circolare n. 4-4226, «Istruzioni sul carteggio e sulla tenuta degli
                       a
               a
              uffici», pp. 50-53.
              126    Si vedano Flavio Carbone, Dalla scuola «di esperienza» ai corsi per futuri ufficiali: La Scuola
              per Marescialli d’alloggio aspiranti al grado di Sottotenente (1883-1907), in «Rassegna dell’Arma
              dei Carabinieri», 52 (2004), n. 4, pp. 71-88 e Id., Gli Ufficiali dei Carabinieri Reali tra recluta-
              mento e formazione (1883-1926), Soveria Mannelli, Rubbettino, 2013.
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