Page 70 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            ticolari questioni a categorie ben delimitate. Così la documentazione era
            distinta in ordinaria, riservata e riservata speciale con 3 registri di proto-
            collo distinti per categorie e da rinnovarsi per ogni anno solare, mentre il
            carteggio ordinario e riservato era presente in tutti i livelli gerarchici dei
            Carabinieri, quello riservato speciale doveva essere mantenuto unicamente
            presso la legione. nel modello di gestione documentaria semplificato della
            stazione non esisteva il registro di protocollo, ma la documentazione era
            organizzata attraverso l’uso dei fascicoli ove erano inserite tutte le comu-
            nicazioni scritte che pervenivano alla stazione che doveva rispondere ri-
            copiando la minuta nel registro di corrispondenza (copialettere), seguendo
            ancora le antiche disposizioni. Due numeri (12 e 13) illustravano la lettera
            o rapporto che rappresentava «il principale e più usuale modo di corrispon-
            denza». Per quanto riguardava le minute se ne spiegava la funzione e se
            ne sottolineava la necessità di conservarle (nn. 15 e 16), mentre un lungo
            numero (17) era riservato al verbale che era «l’atto con cui i comandanti
            di stazione rendono conto, per iscritto, di tutte le operazioni di servizio
            che compiono», descrivendo minuziosamente la struttura. Per l’importan-
            za della tempestività in alcune comunicazioni alle autorità si faceva riferi-
            mento all’uso del telegramma (numeri 24-31). in tal caso, si poteva rendere
            necessario inviare anche comunicazioni particolarmente importanti e deli-
            cate che dovevano essere sottoposte alle preventive operazioni di cifratura,
            completa o parziale, usando distinti cifrari: «il cifrario del Ministero della
            Guerra sarà preferibilmente usato nella segnalazione dei fatti relativi a mi-
            litari». Sebbene solamente evocati dunque si deve ritenere che esistessero
            almeno un cifrario del Ministero della Guerra e uno del Ministero degli In-
            terni. non è da escludere che fossero stati elaborati anche altri cifrari, come
            ad esempio del ministero della Marina, della stessa Arma dei Carabinieri
            o per esigenze speciali (in caso di mobilitazione). Una disciplina partico-
            lare era poi riservata agli ordini del giorno che dovevano essere trascritti
            integralmente su registri separati (art. 9) e, «devono, al pari delle circolari,
            essere litografati, stampati ed autografati dai comandi legionali ed inviati
            ai comandi dipendenti» (art. 32).
               l’attenzione era dedicata anche alla «tenuta dell’archivio nei comandi
            di stazione» (n. 35), disponendo le modalità di conservazione e di custo-
            dia della documentazione nell’archivio corrente che, all’inizio del nuovo
            anno solare, il comandante aveva l’onere di riorganizzare. Tuttavia, sembra
            potersi affermare che, la parte più datata degli archivi o non più d’interes-
            se per finalità amministrative o giudiziarie avrebbe dovuto subire opera-
            zioni di scarto poiché, nel dare indicazioni sulla realizzazione di pieghi
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