Page 181 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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Archivio storico dell’AziendA di stAto foreste demAniAli  181

                   talora a guisa di rampogna, di rispettarli fino all’estrema età, per la nostra
                   e per la loro pace.





              4.2. Nota storica

              4.2.1. Origini delle foreste demaniali inalienabili:
                   legge 20 giugno 1871, n. 283

                 Il Regno d’Italia, all’atto della costituzione nel 1861, venne a ereditare
              un vasto patrimonio boscato o comunque d’interesse forestale, pervenuto dai
              demani degli ex Stati. Si trattava di foreste che avevano fatto parte dei beni
              delle corone, oppure erano state dotazione di fonderie o degli opifici statali, o
              ancora di beni ex feudali.
                 Il patrimonio forestale proveniente dagli stati preunitari, era stato oggetto
              di sfruttamento sempre più intenso già dalla seconda metà del Settecento e
              continuò ad essere utilizzato oltre i suoi limiti produttivi per tutta la metà del
              secolo XIX. Ciò si verificò, sia per l’apertura di nuove strade, particolarmente
              attiva in epoca napoleonica, sia per lo sviluppo della rete ferroviaria che non
              solo assorbì legname per la sua costruzione e per il suo funzionamento ma ne
              facilitò il trasporto e la commercializzazione con qualità e quantità di assor-
              timenti inimmaginabili prima della comparsa di questo mezzo di trasporto.
                 La Statistica forestale - presentata dal ministro dell’agricoltura Castagnola
              il 20 settembre 1870  - metteva in evidenza che solo per una minima parte del-
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              la risorsa boschiva nazionale era previsto un turno regolare di utilizzazione,
              e quindi un costante prodotto legnoso da immettere sul mercato, mentre nella
              maggior parte dei boschi, la frequenza e l’intensità del taglio erano affidati ad
              un giudizio di maturità tenico-biologica stabilito di volta in volta secondo lo
              stato di accrescimento delle piante e, quindi, facilmente influenzabile dalle
              esigenze economiche del momento.


              5  La prima grande rilevazione dei boschi si riferisce al 1868 ed è nota come la ‘statistica forestale
                 del 1870’, dall’anno in cui sono stati pubblicati i risultati dell’indagine, o anche come ‘statistica
                 Castagnola’, dal nome del Ministro dell’agricoltura che ne ha disposto l’esecuzione. Dal 1871
                 fino al 1926, ossia prima della fondazione dell’Istituto centrale di statistica, i ‘boschi’ sono stati
                 oggetto di varie rilevazioni ‘generali’ e ‘speciali’ che, però, fornivano una ristretta articolazione
                 di informazioni sul tema. Queste avevano per lo più lo scopo di accertare l’estensione della su-
                 perficie boscata, distinta per forma di governo, specie legnosa e categoria di proprietà, e la pro-
                 duzione, intesa come estrazione di legname dal bosco, ovvero più spesso come ‘utilizzazione’,
                 considerando di regola sia i prodotti ‘legnosi’ che quelli ‘non legnosi’, in particolare le ‘cast-
                 agne’.
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