Page 184 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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184           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

            prescriveva:
               -  che sarebbero stati esclusi dalla vendita i boschi che servivano alle sali-
                  ne, alle fonderie ed alle altre regie manifatture;
               -  che  i  ministri  delle  finanze  e  della  marina  avrebbero  indicato  quelli
                  esclusi dalla vendita e destinati agli usi della regia marina, nonché quel-
                  li che per motivi speciali e per ragioni di ordine generale sarebbe stato
                  conveniente di comprendere nell’esclusione stessa.
               Vennero, dopo due disegni di legge: uno del 1868 e l’altro del 1870, con i
            quali si proponeva di affidare l’amministrazione dei boschi governativi ad uno
            speciale organo tecnico, non solo per provvedere ai legnami necessari alla ma-
            rina, all’artiglieria ed ai telegrafi, ma anche per dare esempio ed incitamento a
            razionali sistemi di coltura forestale.
               Il criterio di affidare i boschi più interessanti a personale tecnico specia-
            lizzato fu sancito poi dalla legge 20 giugno 1871, n. 283, che dichiarava ina-
            lienabili 21 boschi  di proprietà demaniale per destinarli principalmente alla
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            coltura di piante ad alto fusto, vietandone il dissodamento e altra destinazione
            che non fosse quella boschiva, e disciplinandone le utilizzazioni con piani
            economici da approvarsi dal Ministero dell’agricoltura, industria e commercio
            su parere del Consiglio forestale.
               Il Ministero dell’agricoltura per l’amministrazione delle foreste dichiarate
            inalienabili, si avvaleva dell’Amministrazione forestale governativa, ovvero
            degli ispettori forestali a capo dei ripartimenti e dei capi-guardia o delle guar-
            die a capo dei distretti.
               Su 193.800 ettari di beni forestali dello Stato, furono per tale legge dichia-
            rati inalienabili e affidati all’Amministrazione forestale oltre 53.000 ettari di
            superficie boscata.
               Questi boschi però costituivano un complesso troppo piccolo per i bisogni
            della nazione, così come affermato anche da Adolfo Di Bérenger:
                     di 540 boschi dello Stato, componenti l’antico patrimonio forestale del
                  Regno d’Italia, non ci sono rimasti, che gl’inalienabili, vale a dire ventiu-
                  no; avanzo ridicolo del quale: una metà non raggiunge l’area complessiva
                  di 1000 ettari, ed uno dei restanti, di 5000 ettari, ch’era il più apprezzato per



            8  I 21 boschi dichiarati inalienabili con la legge del 1871: Somadida e Cansiglio (Belluno); Mon-
               tello, Fagarè, Colibert e Colzanell, Giuzza di Monfurno, Olmè, S. Marco di Campagna (Trevi-
               so); Fossibello e Bandita di Annone (Venezia); Dalla Fontana (Mantova); Cognato e Gallipoli
               (Potenza); Taburno (Benevento); Ficuzza (Palermo); Cadibona (Genova); Boscolungo e Val-
               lombrosa (Firenze); Camaldoli (Arezzo); il bosco da servire alla fonderia di Follonica (Grosse-
               to); e i boschi da servire allo stabilimento metallurgico di Mongiana (Catanzaro). La superficie
               complessiva di questi primi venti boschi era di circa 50.000 ettari, concentrata per 45% in To-
               scana, per il 28% nel Veneto fra montagna e pianura, per il 26% nell’Italia meridionale e insu-
               lare e per il restante 1% in Lombardia e Liguria.
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