Page 234 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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            rimboschimento  e le competenze risultavano sensibilmente allargate, dalla
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            precedente forma di consorzio di rimboschimento tra Stato e Province.
               Nel triennio 1878-1880, su tutto il territorio nazionale, furono messi a col-
            tura boschiva ettari 2191,78 con una spesa di £ 116.302, in media per ettaro fu-
            rono spese £ 53 circa e rimboschita all’anno una superficie di circa 730 ettari  .
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               Complessivamente nel periodo fra il 1867 e il 1888 si rimboschirono 7383
            ettari, usando soprattutto conifere. La preferenza data alle conifere era dovuta
            alla necessità di impiegare specie dalle ridotte esigenze che potessero vegetare
            su terreni poveri, superficiali, spesso costipati dall’azione del pascolamento
            e degradati da passaggio del fuoco, che non avrebbero permesso l’impiego
            immediato di latifoglie. Oltre a questo vi era la speranza di creare boschi utili
            alla produzione di legname da opera e da costruzione di cui l’Italia era molto
            carente, un obiettivo secondario dell’opera di rimboschimento, ma che rispon-
            deva a precise direttive dell’Amministrazione forestale in materia di selvicol-
            tura, consapevole della crescente dipendenza dell’Italia dalle importazioni di
            legname dall’estero.
               Il Ministero si dichiarava non soddisfatto di questi risultati e presentò un
            progetto di legge, che modificato in parte, divenne poi la legge del 1° marzo
            1888, n. 5238 (recante disposizioni intese a dare più efficiente impulso all’o-
            pera di rimboschimento).
               Il Ministero reputava necessario dare maggiore impulso ai rimboschimenti
            in quanto :

                  Col sistema finora seguito il rimboschimento riusciva talmente fraziona-
                  to e disperso, da offrire ben poche speranze sui risultati che ne sarebbero
                  conseguiti. Ormai le superfici denudate sulle nostre montagne si contano
                  a centinaia di migliaia di ettari, e vano sarebbe lo sperare che dal riordina-
                  mento e miglioramento di una piccola plaga, potessero risentire beneficio,
                  per quanto riguarda specialmente il regime delle acque, i bacini idrografici.
                  Conviene dare opera a ricostituire le selve in una intera pendice di monta-
                  gna o in più versanti che facciano capo in una sola vallata e che interessino
                  il sistema idrografico di un determinato bacino. Così si potranno rendere
                  palesi gli importanti effetti del rimboschimento .
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            7  I membri erano sei contro i sette di prima: il prefetto come presidente, un ingegnere del Genio
               civile, l’ispettore forestale e tre membri scelti dalla Deputazione provinciale. A questi si aggiun-
               geva un rappresentante di ogni Comune di cui si discuteva. I rappresentanti comunali avevano
               diritto di voto esclusivamente per questioni riguardanti i loro Comuni di provenienza.
            8  Ministero di agricoltura, industria, commercio, Direzione generale delle foreste, op. cit.
            9  Progetto di legge presentato dal Ministro di agricoltura di concerto con il Ministro delle finan-
               ze nella tornata 2 aprile 1886 alla Camera dei deputati, in «Bollettino ufficiale per l’Ammi-
               nistrazione forestale italiana», a cura della Direzione generale dell’agricoltura del Ministero di
               agricoltura industria e commercio, vol. II, anno XIX, 30 giugno 1886, pp. 27-34.
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