Page 238 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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238           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

            direzione tecnica gratuita, un ampio programma di istruzione forestale, di pro-
            paganda e di assistenza tecnica).
               E’ importante sottolineare che tutti i rimboschimenti, anche quelli a ca-
            rattere  privatistico,  vennero attuati  mirando sempre alla difesa del suolo,
            nell’interesse della collettività, in funzione cioè esclusivamente sistematoria
            nei riguardi del dissesto idrogeologico. Ecco perché la loro esecuzione venne
            prevista soltanto sui terreni vincolati o vincolabili, in zone quindi caratterizza-
            te da profonde degradazioni fisiche .
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               L’utilizzazione dei terreni vincolati, come in precedenza, era soggetta alle
            modalità di governo previste nelle prescrizioni di massima e polizia forestale,
            stabilite dal Comitato forestale.
               Dopo dieci anni dall’emanazione della legge Serpieri, la legge per la bo-
            nifica (r.d.l. 12 febbraio 1933, n. 215) annoverò tra le opere pubbliche di bo-
            nifica i rimboschimenti e le ricostruzioni dei boschi degradati, che potevano
            essere realizzati a totale carico dello Stato direttamente, attraverso l’Ammini-
            strazione forestale, o con il sistema della concessione agli Enti.
               Rimase, pertanto, il carattere prevalentemente  protettivo dei rimboschi-
            menti nei riguardi dell’erosione idrogeologica. D’altro canto non poteva es-
            sere altrimenti in quel periodo di economia autarchica, le cui esigenze impo-
            nevano il risanamento fisico del territorio al fine di mettere a coltura superfici
            sempre maggiori.
               A quel periodo risalgono infatti, le grandi opere di sistemazione idraulico
            forestale delle Alpi e della montagna appenninica, la bonifica dei litorali sab-
            biosi e gli interventi di ricostruzione della copertura boschiva delle isole, dalla
            Sardegna all’Elba.
               Da dati statistici risulta che tra il 1910 e il 1945 siano stati piantati più di
            420.000 ettari di nuovi boschi, per la maggior parte nel ventennio 1925-1945 .
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               industrie estrattive e manifatturiere; d) eseguire per conto del Governo o di qualsiasi pubblica
               amministrazione opera attinente lo scopo sociale; e) compiere in genere qualsiasi altra opera-
               zione direttamente o indirettamente connessa con gli scopi sociali» (art. 4, c.2). La Società era
               amministrata da un Consiglio di amministrazione (composto da tre a nove membri), e poteva
               istituire filiali, succursali o agenzie in qualunque comune del Regno. La durata delle Società era
               fissata per cinquant’anni fino al 31 dicembre 1975, cfr. in Società italiana di rimboschimento,
               Statuto, Modena, tip. Immacolata concezione, 1926.
            17  Camillo Caruso, Evoluzione della legislazione forestale nazionale in materia di rimboschimen-
               ti, in «L’Italia Forestale e Montana», XXXII, 1977, pp. 141-154.
            18  Bartolomeo Schirone, Le attività di rimboschimento in Italia: situazione attuale e prospettive,
               in “Per il Miglioramento e la Conservazione dei Boschi Italiani. Atti del Secondo Congresso
               Nazionale di Selvicoltura, Venezia 24-27 giugno 1998”, vol. I, Accademia Italiana di Scienze
               Forestali, 1998.
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