Page 236 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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236 Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale
5.1.3. L’attività statale di rimboschimento
(legge 2 giugno 1910, n. 277)
Questo cambiamento nella filosofia dello Stato culminò con la legge 2 giu-
gno 1910, n.277 che, istituendo il demanio forestale di Stato, favoriva l’opera
di rimboschimento e sistemazione dando all’Azienda fondi e competenze an-
che per l’organizzazione dell’attività dei Consorzi di rimboschimento.
In materia di rimboschimenti l’innovazioni introdotte furono:
− esenzioni fiscali per i terreni, anche non vincolati, rimboschiti sotto la
vigilanza dell’autorità forestale;
− le attività di rimboschimento venivano incentivate non solo per scopi di
tutela idrogeologica ma soprattutto per l’accrescimento del patrimonio
boschivo del Paese.
Per incentivare quest’azione positiva dello Stato a favore dello sviluppo
della selvicoltura italiana, la legge prevedeva anche il potenziamento del set-
tore vivaistico : vennero ampliati i vivai già esistenti e né furono impiantati di
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nuovi in tutte le province dello Stato, ovviando così ai problemi sorti in pas-
sato dovuti in gran parte alla produzione in condizioni molto diverse rispetto
all’area di impianto e alla distanza dei vivai dai luoghi di distribuzione. Il
Ministero investì somme considerevoli per sviluppare questo settore, ritenen-
do che soprattutto mediante il rimboschimento delle terre comunali e private,
«dovesse mostrarsi l’atteso risveglio della coscienza forestale del Paese».
Pertanto con circolare n. 156 del 19 settembre 1910, il Ministero diede
disposizione a tutti gli ispettori forestali del Regno di procedere con massima
sollecitudine ai suddetti ampliamenti e nuovi impianti. In esecuzione di questa
disposizione la superficie dei 32 vivai appartenenti all’Azienda del demanio
forestale di Stato, che alla promulgazione della legge 277/1910 era di ettari
8270,90, fu portata ad ettari 8924,38. Per effetto delle stesse disposizioni era-
no passati all’Azienda forestale i vivai consorziali, quelli impiantati da altri
enti e quelli impiantati dallo Stato in applicazione di leggi speciali. Con i nuo-
13 La distribuzione gratuita dei semi e delle piantine forestali, per il rimboschimento di terre di
proprietà privata, fu il mezzo con il quale, sin dal 1873, il Ministero d’agricoltura ha incentiva-
to la selvicoltura. Le piantine concesse gratuitamente inizialmente venivano prelevate dai pochi
vivai esistenti nelle foreste demaniali inalienabili (Vallombrosa, Camaldoli, Cansiglio); ma man
mano che le domande dei privati si fecero più numerose, quei vivai divennero insufficienti, e
si rese quindi necessario aumentare l’estensione e crearne altri. Nel 1886 i vivai forestali, che
nel 1873 non superavano la decina, erano diventati 35, sviluppati su estensione complessiva di
ettari 3.444,93, con produzione annua media di 2.400.000 piantine. Al 30 giugno 1914, i vivai
forestali governativi passati in gestione all’Azienda del demanio erano 32, della superficie com-
plessiva di ettari 8.270,90, con produzione media complessiva di 20 milioni circa di piantine,
cfr. in Ministero di agricoltura, industria, commercio, Direzione generale delle foreste, Relazio-
ne sulla Azienda cit.

