Page 237 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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Un percorso di ricerca: i rimboschimenti forestali  237

              vi vivai istituiti nel 1911, si raggiunse il numero di 168, dell’estensione com-
              plessiva di ettari 32.777,57. Nell’autunno-primavera 1910-1911 le piantine
              concesse raggiunsero il numero di 15.631,720 ed i semi il peso di kg 8428 .
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                 In questa fase oltre a considerare l’aspetto quantitativo della produzione
              vivaistica, fu necessario valutare anche l’aspetto qualitativo: si operò così una
              selezione delle specie ritenute più adatte alle peculiari condizioni locali .
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                 Lo sviluppo delle attività di forestazione fu gravemente ostacolata dallo
              scoppio della grande guerra e il decollo del settore si ebbe solo dopo l’appro-
              vazione della legge Serpieri del 1923.


              5.1.4.  I rimboschimenti nelle leggi Serpieri
                     (r.d.l. 30 dicembre 1923, n. 3267 e r.d.l. 12 febbraio 1933, n. 215)

                 Con r.d.l. 30 dicembre 1923, n. 3267 i rimboschimenti furono riconosciuti
              fra le principali opere di sistemazione idraulico-forestale. Rispetto alla legi-
              slazione precedente, si disponeva che lo Stato dovesse attuare direttamente i
              rimboschimenti, la cui esecuzione nei bacini montani sarebbe stata posta a suo
              totale carico. Inoltre, si concedevano indennità di occupazione ai proprietari
              di terreni rimboschiti per scopi di pubblica utilità nonché agevolazioni fiscali
              per numerosi anni. Furono anche previste diverse misure per sensibilizzare
              e promuovere l’iniziativa privata  (contributi fino al 66%, esenzioni fiscali,
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              14  Ministero di agricoltura, industria, commercio, Direzione generale delle foreste Relazione sulla
                 Azienda cit.
              15  La Relazione sulla Azienda del demanio forestale di Stato 1° luglio 1910 – 30 luglio 1914, Ca-
                 pitolo XII Distribuzione gratuita di semi e di piantine pel rimboschimento, riporta le specie le-
                 gnose coltivate nei vivai forestali gestiti dall’Azienda del demanio forestale nell’anno 1912.
              16  Durante le attività di riordino dell’archivio di deposito in Allerona è stato rinvenuto Lo statuto
                 della Società italiana di rimboschimento. Questo documento mostra come l’iniziativa privata
                 voleva contribuire a «integrare l’opera legislativa e l’azione diretta dello Stato in pro del rimbo-
                 schimento, della sistemazione dei bacini montani, della razionale coltura degli alti pascoli, del
                 miglioramento del capitale zootecnico e in genere del migliore sfruttamento dei terreni incolti e
                 insufficientemente coltivati» (art. 4, c.1). Il 30 novembre 1925 a Modena fu costituita la Socie-
                 tà italiana di rimboschimento, con facoltà di: «a) acquisire od assumere in affitto od in enfiteusi
                 boschi, pascoli, fondi rustici, terre incolte o mal coltivate da enti o da privati per rimboschirli,
                 sistemarli, trasformarli, coltivarli razionalmente, concederli in affitto o in enfiteusi o anche ri-
                 venderli dopo averli migliorati, impiantare vivai e sfruttarli; b) fondare o esercitare industrie
                 dirette alla migliore utilizzazione dei prodotti dei terreni di sua proprietà o da essa coltivati, al-
                 lo sfruttamento dei prodotti del suolo o del bestiame, al loro commercio ed alla loro trasforma-
                 zione, ed anche prendere parte a società costituite o costituende per tali scopi; c) promuovere
                 od esercitare da sola od in unione ad altri, o ad altre società, imprese commerciali, industriali
                 ed agricole aventi per scopo la valorizzazione delle ricchezze naturali della montagna, sia col
                 miglioramento dei trasporti e delle vie di comunicazione, sia con l’incremento alle industrie tu-
                 ristiche, sia collo sfruttamento delle forze idriche, sia coll’impianto od il miglioramento delle
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