Page 102 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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e feci per saper parlare della barca di Traiano. Io me ne
portai un gran pezzo à Roma, dove pigliai ogni sorta di
chiodz; e li pesai e li misura~; e ne presi un palmo re qua-
drato, e poi pesai il detto piombo sempio, e altrettanto
feci del doppio, e un palmo della sponda, e tolsi la gros-
sezza e il peso,· ma questi tali pesz; e misure, nzi /urno
rubbati con molti chiodz; con pensar di trovar in iscritto
il modo, come è /atto l'instromento d'andar sotto tJcqua,
e starvi una e doi hore: ma la gli venne follata che non
lo trovarono, perché con sacramento, ho tal secreto di
non lo mostrare mentre vive maestro Culielmo, inven-
tore de tale instromento, al quale uscisse il fiato di esso,
e non entra l'acqua, senza spiracolo sopra l'acqua, cosa
ingeniosissima da sapere.
Questo modo di star sotto acqua può servire à più cose,
si come !'huomo si può immaginare: io le tacerò, perché
se io volessi scrivere à quanto possa essere giovevole tale
invenzione, scriven(; molto, ma sol dirò, che a conoscer
li/ondi sotto l'acqua, e a legare aLcuna cosa, per tirare de
sopra, e trovar quello, che non se può vedere, né toccr;r
con mano in altro modo, per quanto io habbia potuto
trovare né in iscritto né in /atti. !lncora faccio sapere
che detta barca, è in detto lago, solo una minima par-
ticella vi manca, che manca, che mastro Culielmo levò nè per l'ampia mobilità che per la lunga auronomia che
via, e quella che io cavai. gli consentiva, per cui si deve propendere piuttosto per
Et di questa barca de 1 raiano tanto ve ne sia detto. 4 un antesignano scafandro o, per meol io dire, una campana
individuale, la cui straordinaria semplicità non giustifiche-
rebbe però il ricordaro segreto sulla sua concezione. Del
6.3. Ulteriori osservazioni sulla campana del De Marchi resro anche una botte di circa 3-400 litri eli volume, tra-
scurandone la spinta eli galleggiamenro, non garantirebbe
La meticolo a ricogn izione subacquea del De Marchi, l-2 ore eli immersione persino ai pochi metri eli profondità
molro a lungo ritenuta non veritiera quando non pure in- ma nella migliore delle ipotesi 20-30 minuti. Si deve allora
venrata inreramente, fu riabilitata solo dopo il recupero supporre che il segreto della campana fosse un sistema di
delle navi e verifìcatane la sostanziale attendibilità. Le di- ricambio d'aria collocaro sul suo coperchio, alimentato in
mensioni delle imbarcazioni, tuttavia, si arrestavano qua- qualche modo dalla superficie. Che proprio quello fosse il
si alla metà di quelle cinquecentesche, 70 m contro le 70 segrero lo conferma che il De Marchi fa della campana per
canne pari a circa 140m e i 20m contro le 35 canne circa forma, dimensione e materiali, descrizione così riproposta
70 m, diversità talmente notevole da non trovare una va- in un articolo 1839:
lida spiegazione se non quella di una voluta esagerazione.
Per il resto chiodi di bronzo, lastre di piombo e inrerca- Questa macchina egli a//enna di essere stato una sorta
pedine di lana ebbero completo ed assoluro riscontro, di botte a doghe di quercia come lo scafo di una nave,
conferma implicita della serietà del De Marchi. Venendo di due dita di spessore, cinque palmi alta, e larga tre,
allo instromento usaro per la ricognizione, quesro non può aperta ad un'estremità, e all'altro saldamente fissata,
semplicisticamente equipararsi ad una campana subac- rinforzata con sei cerchioni di/erro e con uno di piombo
quea -in realtà e ne vedranno molte nei secoli successivi, posto sul bordo inferiore, in modo che possa facilmente
a/fondare. All'esterno é stata spalmata con sego per ren-
der/a impermeabile, ed è stata rnunita di uno spesso ve-
tro (fissato strettamente in modo che l'acqua non avreb-
4 Da F. DE M ARCII!, Dell'architellura 'vli!itare, ediz. Roma 181 O, vol.
Il l, p. 256. be potuto entrare), attraverso il quale il subacqueo può

