Page 186 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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           Sut:i", a  "eruppe tratte il giorno innanzi dalla vita civile,  comandate da Ufficiali
           che ignoravano ogni elcmenco del Servizio Mjlirare" : secondo Bassecourr "in decra
           ~{ilizia degli SaHi la disciplina e l'imuzione [erano] molco inferiori a quel.le deUe
           Guardie Nazionali d'Europa··n6>.
               11  RPpporto criticava alrci asperli  della guerra civile americana, dall'""uso esa·
           speraro della fortificazione passeggera" (ne derivava "un continuo spreco di muni-
           zioni e di vice, senza oggeno, poiché sovemissimo i due eserciti avversari rimangono
           per  molto  tempo in  presenza  trincerati  a  tiro di  cannone e rarameme passa  un
           giorno sen.za che si stabilisca un fuoco più o meno cominuaro di cannone e di mo·
           schet:te.tia fra gli avamposti, il quale non produce alrro risultato che quello di ucci·
           dere uomini, senza vantaggio di sorta")lm ad un  impiego della cavalleria conrrario
           a  curre le buone regole de-ll'arre  (il  colonneiJo la giudicava "l'arma più scadente
           dell'Esercire americano" e confessava di non averne mai vista io vita sua una "più
           deplorabile") m~>.
               Eppure, nonosume rutto, Bassecoun giudicava l'esempio americano  "degno
           di se.cia considerazione". Questo perché, "quanto a.l materiale", gli Srari Uniti se·
           guivano " una logica rigorosa ed inappuntabile". n colonnello, che aveva dedicato
           la sez·ione più ampia del Rapporto proprio ad una puncigliosa disamina de.l  "mare·
           riale d'artiglieria", era convinro  che "riguardo  ai  sisremi di  fabbricazione ed ai
           prodotti da essi ottenuti ... l'Esercito .Federale [fosse] superiore a molti, inferiore
           a nessuno". Anzi arrivava ad affermare che "le fonderie, le fabbriche d'armi e le
           costruzioni in genere sono stabilire sopra un piede di grandiosità  e di  perfe~one
           che  non potrebbe a  parer mio essere superato'".
               Era evidente la  re.laz.ione che correva tra l'eccellenza degli Stari Uniti nel cam-
           po della tecnologia militare e il posro da essi occupare  "fra le Nazioni civili": "ser-
           ro il punto di vista indusrria.le e specialmente nella parte meccanica ... questo popolo
           ha una  iniziativa ed un ardimenro nell""'arcuazione  pratica dei suoi  concetti che
           destano meraviglia. Ogni giorno sorgono da esso nuove e variate invenzioni". Di
           qui il perentorio invito a  seguire e a smdiare inJ4essamente "la storia progressiva
           deiJ'induscria  americana" ( ) 9J_
               L'esorta.zione di Bassecourt a prendere esempio dal modello industtial-milirare
           americano cadde, di farro,  nel  vuoto. Se si prendono in considerazione gli scritti
           più imporcam:i ed  influenti dei due maggiori maitres-à-pmstr de.IJ'esercico  iraliano
           del secondo Ottocento, il Sommario di storia militare di Carlo Corsi e La g11erra e la
           sua storia di Niccola Marselli, due opere nate da lezioni renure presso la Scuola su·
           periore di  guerra di Torino  a.lla  fme degli  anni  l860 e  pubblica.re  ne.l  decen ni.o
           seguente, si è cosrrerti a concludere che la formazione degli ufficiali dell"fta.lja Li be·
           rale si  fondò,  ua l'altro, sul rifiuto,  più o  meno drastico,  più o  meno motivato,
           dell'esperienza americana. Corsi fu senza dubbio il più deciso nel respingere l'idea
           di un' "artt di g11erra america11a da imitarsi dagli europei". Dal momento che la  le·
           zione d"olcreoceano era fatta "consisre.re sulle milizie improvvisate che sono la ne·
           ga.z.ione  dell'arre  vera,  e  io  quelle  macerialicà  che  costituiscono  ciò  che dicono
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