Page 184 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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scoppiata", ''non avrebbe più tardi assistito al mise.rando spettacolo d.i un milione
d'armati schierati in due campi opposti e mezzo milione d'esistenze spenre nel vol-
gere di pochi mesi" <~ol.
1 moderati erano convinci che rali opinioni dovessero essere condivise da "rutti
coloro che (avevano] lerro le relazioni di queUa guerra" o a>. In realtà i resoconti
e, in misura ancora maggiore,Je analisi tecniche della guerra di secessione non ave-
vano sempre adottato un raglio critico. NeUe stesse file deU'esercito regio vi era
stato chi si era accostato alla guerra civile americana con uno spirito ben diverso,
soprarrurto dopo la svolca strategica del 1864. Se, ad esempio, si comparano i. due
annuari del periodico /laJia militare pubblicati agli inizi del 1864 e del 1865, si
trovano du·e letture affatto antitetiche del conflitto. Nel primo a.nnuario Agostino
Ricci individuava neU'Amèl:ica un "exemple frappant" della regola che voleva che
"!es nations armées ... se rrouvenr impuissantes, dès que .la guerre preone un carac-
rère offensif": al di là dell' Adantico "il y a en effet deux popularions armé.es qui
s'égo.rgent misérablement sur piace ... sans avoir jusqu' i.ci amené un résulrat déci-
sif" (Hl. Nel secondo annuario invece l'anonimo redarrore de ''La campagna di
America nel 1864" si meravigliava del "poco conto che degli eserciti americani
e dei suoi gener'ali e srrareghi [avevano] facto i crirki europei" e si dichiar-ava con-
vinco che "quesca gran contesa abbonda d' insegnamenti di grandissima importan-
za concernenti l'a ne militare".
Non solo "la spedizione di Sherman nel 1864 e quelle di Grane e Lee negli
anni precedenti" non gli sembravano "indegne di essere classificare era le più Stre-
pitose gesta che gli annali delle guerre moderne ricordino", ma alcune "operazioni
catricbe" dei federali potevano "porsi a buon diritto a confronto" con quelle "di
Napoleone e di Wellington meglio che qualunque altra v.ictOria riportata dai g!!ne-
rali europei dai tempi di quei fulmini di guerra": si aveva da imparare più da
Chactanooga che da Magenta. Tnoltre, in America " per la prima volca le moderne
invendoni della meccanica e i nuovi miglioramenti delle armi sono stati usati sen-
za limiti suUa terra e sul mare per menare a buon fme operazioni gigantesche e
supplire dove le forze e l'ingegno dei soldad e dei condottieri non giungono". Se-
condo l'anonimo ufficiale " la singolare nacura della guerra americana [era] stata
dall'esperienza cangiata in un perfetto sistema" IHl.
È assai probabile che il redattore de1l'Ant111ario ikll'!JaJia militare avesse fa.rro
tesoro della lettura dell'interessantissimo Rapp()r'UJ [aflo al Mi11ÌTkro della Guerra dal
colonnello Bassecourl del Corpo di Stato Maggiore sul !d sua mlisione negli Stati Uniti d'Ame-
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rica ll 1. Il colonnello marchese Vincenzo De Bassecourr si era recato nel 1864. nel-
l'Unione, da dove era ritornato neU'agosw dello sresso anno con una piccola armeria.
che comprendeva due revolver Colte Rernington, un fucile rigato Springfield e ere
carabine. L'ufficiale italiano concrapponeva, nelle conclusioni del Rapporro, l' "or·
ganizzazione militare" al " materiale", gli ordinamenti alla tecnologia. Dopo aver
reso "la dovuta giusuzia alle eccellenti qualità del Soldato Americano ed alla solida
isrruzione dei suoi Ufficiali Regolaci" (il colonnello celebrava, in particolare, l'ac-

