Page 17 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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IL SISTEMA GIURIDICO DEI TRATTATI ED IL RAPPORTO
TRA VINCITORI E VINTI: IL TRATTATO DI PACE DI PARIGI
ROMAIN H. RAINERO
Nella storia delle vicende connesse all'elaborazione, alle discussioni, alla
firma ed alla ratifica del Trattato di Pace di Parigi, un elemento di rilievo
apparve subito agli osservatori, specialmente agli italiani, e cioè quello della
sua natura e quindi della sua rilevanza giuridica. Il problema non era, inve-
ro, semplice anche perché si articolò, con l'andare del tempo, in varie discus-
sioni giuridiche di tipo generale, ma anche su alcuni aspetti specifici. Il
primo argomento di tipo generale che fu evocato specialmente a livello del-
l'opinione pubblica italiana, fu quello della rilevanza per l'Italia di un tratta-
to che non era stato discusso o negoziato da essa, né presentato ai rappre-
sentanti italiani in un qualsiasi momento della sua pur lunga elaborazione.
Il secondo aspetto era direttamente collegato al primo e riguardava la rile-
vanza per l'Italia di un documento che, a tutti gli effetti, poteva essere consi-
derato res inter alias acta e quindi realmente estraneo ad ogni livello di
responsabilità giuridica italiana non considerando, ovviamente, la sua speci-
fica natura ed importanza politica.
Infine, superati o non superati questi primi due aspetti, vi era quello
specifico che derivava direttamente dall'articolo 90 del trattato stesso, artico-
lo nel quale l'entrata in vigore del trattato di pace non era condizionato dalla
ratifica italiana, bensì solamente dal deposito delle avvenute ratifiche da
parte dei soli quattro Grandi, e cioè Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti ed
Unione Sovietica. In tale situazione potevasi arguire che la richiesta even-
tuale ratifica-approvazione del trattato da parte dell'Italia non era né decisi-
va, né importante e quindi poteva apparire una inutile liturgia diplomatica.
Da qui nasceva il proposito di alcuni di sostenere la tesi che convenisse
all'Italia trincerarsi in un silenzio-rifiuto rimasto alla fine l'unico mezzo per
significare la propria totale disapprovazione dello stesso.

