Page 256 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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LA RATifiCA DEL TRATTATO DI  l'ACE                               24S


          del documento di Parigi che, oltre a mutilare il  Paese ne umiliavano l'eserci-
          zio  dei  diritti  di  sovranità,  imponendo una  sorta  di  controllo sulle  scelte  di
          politica  interna:  "E noi,  per secondare  il piano Marshall o per contendere alla
          Bulgaria  l'onore  di  entrare  prima  nell'GNU  approviamo  tali  iniquità,  senza
          almeno la scusa di una urgenza improrogabile". ( 701  Orlando, più volte interrot-
          to da commenti ostili provenienti dai banchi del centro, si  avviò alla conclu-
          sione  dichiarando  di  essere  contrario  all'approvazione.  In  via  subordinata
          richiedeva all'Assemblea per lo meno un rinvio a data da destinarsi: "Vi prego"
          concluse l'ex Presidente del Consiglio "vi scongiuro, onorevoli colleghi, al di là e
          al di sopra di qualunque sentimento di parte quale stolto potrebbe attribuirmelo?
          Non mettete i vostri partiti,  non mettete voi stessi difronte a così paurose respon-
          sabilità.  Questi sono  voti di  cui si  risponde  dinanzi  alle generazioni future;  si
          risponde nei secoli di queste abieziomfatte per cupidigia di servilità". ( 711
              Quest'ultima  affermazione  scatenò  la  furibonda  reazione  di  alcuni
          membri del  Governo e dei deputati favorevoli  alla  ratifica:  si  ebbero accuse,
          scambi di ingiurie, tafferugli. A fatica il  presidente Terracini riportò all'ordi-
          ne l'Assemblea. Al termine dell'incidente De Gasperi intervenne respingen-
          do  con  sdegno  le  accuse  dell'ex  Presidente  del  Consiglio:  "Sono profonda-
          mente offeso e con me sono offesi tutti coloro che hanno affrontato il nemico non
          soltanto come combattenti sui campi di battaglia,  ma hanno affrontato il fasci-
          smo con coraggio,  soffrendo giorno per giorno". (72)
              Le gravi  dichiarazioni  di  Orlando  riportarono  il  dibattito ad  un clima
          incandescente. Mentre le  destre si  affiancarono all'ordine del giorno dell'ex
          Presidente del Consiglio, le  sinistre si trovarono nell'imbarazzante situazio-
          ne di assistere ad un allargamento di quel fronte del rinvio strumentalmen-
          te sostenuto negli interventi di Togliatti c Nenni che in sostanza nessuno dci
          due aveva ritenuto potesse realmente affermarsi.
              Chiuso il dibattito, fu  consentito di parlare ai soli presentatori di ordini
          del  giorno. Tra questi,  il  leader  qualunquista Giannini presentò  un ordine
          del giorno che  in  sostanza  ricalcava  le  posizioni di  Corbino,  nel  frattempo
          tradotte anch'esse in ordine del giorno, e di Orlando. ( 73 l
              Il  31  luglio  fu  la  volta  delle  repliche  del  Governo.  Sforza,  dopo  avere
          puntualmente  risposto  alle  critiche,  con  particolare  riferimento  agli  inter-
          venti di Togliatti e Nenni, analizzò il dibattito dei giorni precedenti. La posi-
          zione di  coloro che, come Croce, erano fieramente contrari alla ratifica pur
          non  condivisibile  era  per  il  Ministro  comprensibile.  Meno  comprensibile
          risultava invece la tesi dei sostenitori, come Orlando, del rinvio: "Se ci si dice:
          noi vogliamo ratificare solo dopo i Quattro e quindi rinviamo la  nostra ratifica,
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