Page 119 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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ESERCITO  E  PAESE
                        TRA  COMUNICAZIONE  E  SOCIALE


                                                             NICOLA  DELLA  VOLPE



         Introduzione

             La  molteplicità degli  approcci al  tema impone di  definire subito i limiti  del
         presente  contributo.  A  partire  dal  titolo,  "Esercito e  Paese  tra  comunicazione  e
         sociale",  al  quale  attribuisco  il  significato  generale  di  rappresentazione  del
         mondo militare attraverso i mezzi di comunicazione, soprattutto la stampa.
             In  particolare  ed  in  concreto,  intendo  osservare  come i mass-media  hanno
         intessuto e vissuto rapporti con l'istituzione militare in  quegli avvenimenti che la
         hanno  visto  protagonista;  e,  nei  limiti  dell'economia  del  contributo,  quali  siano
         state  le  problematiche  affrontate  dall'informazione,  quale  capacità  essa  abbia
         avuto di realizzare comunicazione e scambi tra Esercito e Paese.
             Non può mancare,  in  una  ricerca  del genere, un  confronto con la  pubblici-
         stica militare,  per vedere come questa ha  rappresentato a sua volta, attraverso la
         comunicazione, il  proprio mondo alla società, e quale ruolo vi ha giocato.
             In altre  parole,  verificare  nel  campo della  comunicazione il  progetto che  il
         capitano  Fabio  Ranzi,  nel  1903, si  propone  con  "Esercito  e  Paese" (1).  Progetto
         che così  è delineato nel  programma editoriale:  " ... Mentre noi  ci  proponiamo di
         attingere  alla  vita  civile  le  idee  innovatrici  dello  spirito  militare,  non  è  meno
         necessario  che  più  larga  corrente  di  idee  militari  vada  a  ravvivare  la  coscienza
         civile  del  Paese,  onde  il  problema  militare  si  riveli  nella  sua  realtà  di  problema
         nazionale. Un esercito nazionale non può vivere all'altezza della propria missione
         se non si sente riscaldato dall'affetto del popolo ... ".
             Una  voce  non  isolata,  al  tempo,  sulla  necessità  di  formare  una  coscienza
         unitaria nel Paese, attraverso la  diffusione di  ogni tipo di  pubblicistica; affinché il
         popolo,  le  masse,  conoscano  anche  le  proprie  istituzioni  militari  e  ne  vivano  i
         problemi.  Ad  esempio,  già  in  un  annuario  militare  del  1864  (2)  (ma  dall'Unità



              (1)  Ranzi fu  anche fondatore e direttore di "Pensiero Militare", bisettimanale che conti-
         nuava  di  fatto  la  rivista  "Armi e  Progresso",  fondata  nel  1896 dallo  stesso  Ranzi  e  pubblicata
         per un triennio.
              (2)  Annuario  militare  per  il  1864,  ed.  Tipografia  Scolastica  di  Sebastiano  Franco  e
         figli, Torino,  1864. Segnaliamo, fra  i contributi storiografici, quelli a firma di Agostino Ricci
         e Carlo Corsi.
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