Page 121 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
P. 121
ESERCITO F PAESE TRA COMUNICAZIONE E SOCIALE 105
La già evidente complessità di un contributo così come è stato enunciato nel
titolo e nel taglio, richiederebbe innanzi tutto di condurre ricerche su milioni di
pagine di quotidiani e di periodici, civili e militari, di ogni tipo, editi dall'Unità
d'Italia e per decenni (3). Ovvio che ciò non è realisticamente possibile.
Non mancano, inoltre, altre osservazioni e considerazioni più generali che
rendono ancora più complesso lo studio della comunicazione e dei rapporti tra
militare e sociale attraverso la stampa. Ne annoto soltanto una, che ritengo fon-
damentale (tanto per ritornare al problema dell'educazione della nazione, la cui
base di partenza imprescindibile è la scolarizzazione): secondo il censimento fatto
nel 1861 al compimento dell'unità d'Italia, su 100 italiani 78 sono analfabeti e i
rimanenti, in buona parte, semianalfabeti. La situazione, a fine secolo, non cam-
bia di molto.
Questo dato statistico dà la misura di come la stampa in genere possa,
all'unità d'Italia e per molti decenni, avere scarsa influenza sulla massa degli ita-
liani, e quindi ci fa comprendere come i rapporti tra militare e sociale attraverso
la comunicazione sono in realtà, per lungo tempo, ristretti ad una modesta parte
della nazione.
In effetti, una larga alfabetizzazione degli italiani si ha prima, durante e
soprattutto dopo la grande guerra. Almeno nelle statistiche; perché, di fatto,
ricordiamo la lunga opera di scolarizzazione compiuta, fino alla seconda guerra
mondiale e addirittura fino agli anni Sessanta (novecentosessanta) dalle Forze
Armate, attraverso le scuole reggimentali e i corsi per l'istruzione secondaria,
tenuti dall'Esercito soprattutto.
È la stessa storia del giornalismo e clella carta stampata, a sua volta ecl inol-
tre, acl offrire la controprova della carenza cii comunicazione tra la stampa, l'isti-
tuzione militare e gli italiani. A partire dall'unità d'Italia, infatti, proliferano le
riviste illustrate (4), chiaro segno che ampie fette del potenziale mercato cii acqui-
renti cii periodici e quotidiani possono essere raggiunte soltanto attraverso le illu-
strazioni. "Potenziale mercato" è infine un eufemismo, considerate le condizioni
cii povertà degli italiani del tempo, che faticano a mettere insieme un pasto al
giorno, e non possieclono il proverbiale, restante soldo per nutrire lo spirito.
Come si può declurre, riesce a questo punto difficile parlare della stampa
come strumento di comunicazione e mediazione di massa tra militare e sociale,
(3) L'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito ha clato incarico ad alcuni colla-
boratori (prof. Nicola La Banca e dotto E. Bricchetti e A. Gatti) di elaborare studi in materia,
sulla stampa civile e militare.
(4) Segnalo, tra quelle di maggior successo, "L'universo illustrato", "II giornale illustra-
to", "L'illustrazione popolare", "L'emporio pittoresco", "Giro del mondo", "L'illustrazione
italiana", e piì:l tardi "La tribuna illustrata", "La domenica del corriere".

