Page 205 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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SIGNIfiCATO E NATURA DEl.l.'I'SERCITO COl.ONIAl.E 189
in Somalia era iniziata nel 1885, di fatto esercitata da società commerciali,
prima la Società Filonardi, poi la Società del Benadir. Nel dicembre del 1896, a
causa di una ribellione che gli irregolari assoldati dalla Compagnia non erano in
grado di stroncare, fu inviata a Mogadiscio una prima compagnia di ascari,
seguita da una seconda nell'aprile del 1897. La ribell ione fu facilmente domata e
gli ascari ritornarono in Eritrea.
All'inizio del 1907 le tribù dei Bimal, mai completamente assoggettate, si
ribellarono e fu nuovamente necessario inviare in Somalia nella primavera del
1908 quattro compagnie di ascari che riuscirono a sedare la rivolta.
Il Governo decise allora di assumere direttamente l'amministrazione del ter-
ritorio ed il 5 aprile 1908 fu promulgata la legge che istituiva ufficialmente la
nuova colonia denominata Somalia Italiana. Si costituÌ il Regio Corpo di Truppe
Coloniali della Somalia, su sei compagnie cii fanteria indigena ed una di canno-
nieri nazionali. Il fermento provocato dalla guerra italo-turca - i somali sono di
religione islamica - provocò qualche limitata ribellione e l'entità del Regio Corpo
fu portata a dodici compagnie di fanteria indigena, una compagnia cannonieri e
due sezioni mitragliatrici nazionali, cinque centurie e due reparti presidiari indi-
geni, ulla centuria indigena per la scorta alle carovane. Gli ufficiali erano tutti
nazionali. Le esperienze acquisite in Eritrea consentirono di organizzare in breve
tempo un complesso di truppe somale pienamente affidabili, tanto che due batta-
glioni, ciascuno su tre compagnie, furono inviate in Libia dove parteciparono
onorevolmente alle operazioni contro gli arabi. Anche i battaglioni eritrei furono
impiegati in Libia e proprio a questa circostanza si deve la concessione di un'inse-
gna tricolore a reparti non nazionali. Ai reparti indigeni, infatti, il Governo non
aveva mai concesso in dotazione la bandiera nazionale di tipo regolamentare, ma
semplici insegne di reparto, diverse per foggia, colore, dimensioni, tessuto e glo-
balmente designate con il nome di gagliardetti coloniali.
l motivi di questo atteggiamento sono parecchi e complessi. All'origine vi
fu, indubbiamente, una certa qual diffidenza nei riguardi clelia saldezza morale e
della fedeltà delle truppe indigene e, quindi, la palll'a di affidare il vessillo nazio-
nale a reparti che ancora non garantivano sufficientemente di saperlo custodire
con onore. Poi entrarono in campo anche considerazioni di carattere religioso:
molti indigeni erano di fede mllssulmana e si temeva che essi 11011 avrebbero gra-
dito servire una bandiera con la croce di Savoia. [': da considerare, inoltre, il par-
ticolare atteggiamento di superiorità dei popoli europei del diciannovesimo seco-
lo nei riguardi degli africani e degli asiatici; concedere la bandiera ai reparti indi-
geni poteva significare equiparare quei reparti a quelli nazionali!
Non si volle però rinunciare al benefico effetto sullo spirito di corpo pro-
prio dell'insegna e cosÌ furono concessi ai reparti indigeni i gagliardetti, che non
ebbero però modello unico.

