Page 206 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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190 ORESTE BOVIO
Per quanto riguarda le truppe eritree è necessario ricordare che, iniziata la
guerra italo-turca per il possesso della Libia, dall'Eritrea furono inviati in Libia
alcuni battaglioni indigeni che si comportarono assai valorosamente. Questo
avvenimento spinse il ministro della Guerra e quello delle Colonie a riesaminare
la questione della bandiera. Il comandanre del Regio Corpo Truppe Coloniali
dell'Eritrea, colonnello Rubiolo, scriveva infatti il 4 giugno 1912 al governatore
della colonia Eritrea: "Poiché V. E. chiede il mio avviso circa l'opportunità di dare
una bandiera ai battaglioni od al corpo di truppe indigene, ecco quanto io penso
in proposito: Non vi sarebbe forse alcun male a ridurre la bandiera nazionale a
dimensioni più ampie di quelle del guidone, e darne ulla per battaglione col
bordo, per ciascuna, del colore della fascia. Ma poiché in breve giro di tempo
tutti i battaglioni saranno stati in Libia, e non v'ha dubbio che tutti si distingue-
ranno, perché composti di elementi identici a quelli del 5° e tutti animati da vero
entusiasmo, cresciuto ora, specie dopo il ritorno dei feriti, certo sarebbe assai
bello avere Ulla bandiera per tutto il R. Corpo ... ".
Anche se non è stato rintracciato il seguito della pratica, il suggerimento di
concedere ai battaglioni eritrei il tricolore bordato con il colore della fascia
distintiva fu recepito dalle Autorità competenti e sembra accertato, comunque,
che nel biennio 1912-1913 ai primi otto battaglioni eritrei sia stato consegnata
una bandiera con le seguenti caratteristiche:
- rettangolo di panno di cm 60x40, di colore corrispondente a quello della
fascia distintiva del battaglione con frangia dorata alta C111. 5. Sul diritto
un tricolore italiano di cm 46x25 recante sul bianco lo scudo di Savoia
cimato della corona reale in oro e accollato con il collare dell'Ordine
della SS. Annunziata in oro. Sempre sul diritto, nel cantone superiore
all'asta, una corona d'allora con il numero ordinativo del battaglione in
cifre romane alte 3 cm al centro e sopra un'aquila dal volo spiegato, il
tutto ricamato in oro. Il rovescio dci drappo recava soltanto il numero del
battaglione in cifre romane, ricamato in bianco e alto quanto il tricolore;
- cravatta azzurra con frange e cordoni con fiocchi in argento;
asta in legno ricoperta di velluto azzurro, con freccia e puntale di ottone:
Il 28 luglio 1912 fu consegnato in Roma, offerto dalle donne del Friuli, la
bandiera al V battaglione accompagnato da una pergamena sulla quale era scritto:
"Onore a voi - ascari dall'anima di fuoco - imrcpidi e fedeli - gareggianti
con i fratelli nostri - nell'offrire lietamcnte la vita - per la grandezza d'Italia.
Onore agli ufficial i - che vi educarono al dovere - vi guidarono alla vittoria
- vi fecero italiani nel cuore!
Le donne di una terra - a voi ignota e lontana - interpreti della riconoscen-
za nazionale - donano - alle milizie eritree - questo tricolore stendardo e lo affi-
dano - al 5° battaglione - che venne primo alla libica guerra. Passi questo vessillo
- dalle mani dei padri a quelle elci figli - pegno d'amore - simbolo della Patria -
sacro, fulgido, invitto!".

