Page 207 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
P. 207

SIGNIFICATO  E  NATURA  DELL'ESERCITO  COLONIAlI'                      191


             Il  4  maggio  1913  re  Vittorio  Emanuele  III  passò  in  rassegna  a  Napoli  il  III
        battaglione, anch'esso reduce dalla Libia, e in  quell'occasione le "Dame modenesi"
        offrirono al  battaglione lo stendardo con una pergamena così redatta:

                    'l1L  III  BATTAGLIONt:  INDIGENI  DELL'ERITREA"

             "A  voi,  o  ascari  del  III  Battaglione,  fatti  devoti  alla  gran  Patria  nostra  dalla
        civiltà che vi  rendense:  a voi,  che con erculee posse ed alati  impeti, eia  Agorelat ad
        Halai, da Coatit a Senafè, da  Makallè ad Adua, da Monte Macron a Tucruf divide-
        ste col soldato Italiano l'ansia suscitatrice dei  più  nobili  eroismi:  a  voi,  pronti, fidi
        del  pericolo,  nel  cimento  per  la  maggior  gloria  dell'Italia,  la  riconoscenza  di  un
        popolo forte e libero.  Da Modena, dove s'addestra e tempra alle armi  la  Gioventù,
        altrice di  speranze vive  per il  nostro Esercito,  noi  donne orgogliose della  rinascita
        dell'antico spirito latino dominatore, vi  affidiamo il  sil1lbolo della Patria".
             Accanto ai  basci-buzuk ed agli ascari  furono  impiegate in  Eritrea anche trup-
        pe  irregolari,  le  bande,  unità  di  composizione,  caratteristiche  ed  etnia  diverse,
        assoldate in blocco mediante un accordo con il  loro capo.
             La  situazione  di  endemico  marasma  politico  esistente  nel  Tigrè  aveva  reso
        possibile la costituzione di gruppi di  arl1lati,  fedeli  al  loro capo, che imperversava-
        no nel territorio sostenendosi con razzie e talvolta con l'aiuto delle popolazioni.
             Sotto il  profilo militare  le  bande esprimevano una mobilità ed una adattabi-
        lità  all'ambiente  superiore  anche  a  quelle  delle  truppe  indigene  regolari,  sotto  il
        profilo economico erano convenienti  perché costavano  meno  degli  ascari,  infine
        sotto il  profilo  politico erano facilmente  spendi bili  in  quanto la loro attività non
        impegnava direttamente l'Italia.
             Naturalmente  tutte  queste  caratteristiche  le  rendevano  utili  solo  in  tempo
        di  guerra,  in  tempo di  pace costituivano  un  problema dato che era difficile con-
        trollarle e che spesso non rinunciavano al  saccheggio.
             Inoltre non sempre le  bande si  dimostravano fedeli.
             Nonostante che le caratteristiche negative  talvolta superassero quelle  positi-
        ve,  le  bande  furono  largamente  impiegate,  soprattutto  nella  fase  di  espansione
        della  colonia,  espansione sempre condotta  rasentando  il  limite  che  avrebbe  pro-
        vocato l'intervento abissino.
             Solo per citare le  località  più  importanti, Cheren c  Asmara furono occupate
        dalle bande, solo in  un secondo tempo sostituite da truppe regolari.
             Altro  impiego delle bande  fu  il  presidio della  fascia  di  confine, di  quel vasto
        territorio non occupato dalle  truppe regolari  per la  mancanza di  posizioni fortifi-
        cate e di strade facilmente  percorribili dalle  indispensabili salmerie,  ma che pote-
        va essere controllato dalle mobilissime e sobrie bande,
   202   203   204   205   206   207   208   209   210   211   212