Page 212 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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Tuttavia nessuna di queste iniziative ebbe esito soddisfacente e, fra le perso-
ne che in questo periodo furono contattate dal governo italiano, si mise partico-
larmente in evidenza Giuseppe Sapeto, già missionario in Etiopia (3). Egli, dopo
essere tornato laico, fu incaricato di recarsi in Egitto per ottenere notizie sui
lavori per la costruzione del canale di Suez e per stimare se l'apertura di questa
via di comunicazione, facilitando i contatti con l'Oriente, avrebbe avuto riflessi
sullo sviluppo del nostro Paese.
Sapeto svolse il suo compito nei primi mesi del 1863, convincendosi
dell'importanza che il canale di Suez avrebbe avuto sull'economia nazionale
cosicché, rientrato in Italia e divenuto docente di Civiltà e lingua araba, scrisse
relazioni e tenne conferenze per affermare la necessità di ottenere delle basi nel
mal' Rosso oppure nell'isola di Socotra in oceano Indiano e di iniziare delle trat-
tative con lo Yemen e l'Etiopia per invogliare i nostri commercianti ad espandere
le loro attività in quelle regioni.
I progetti di Sapeto attirarono l'interesse delle Camere di Commercio di
alcune città dell'Italia settentrionale a cui fece riscontro quello del governo che
nel frattempo aveva ricevuto richieste di protezione da parte di Giovanni Stella,
un altro ex missionario che aveva ricevuto in concessione da un notabile etiopico
una parte della ricca regione dello Sciotel.
Pertanto nel 1867, dopo che la capitale del Regno d'Italia era stata spostata
da Torino a Firenze ed era stato annesso il Veneto al termine della terza guerra
d'Indipendenza, il dicastero degli Affari Esteri e quello della Marina riconobbero
l'opportunità di esplorare parte delle coste del mar Rosso e alcune delle sue isole,
affidandone il compito a quest'ultima Forza Armata (4). Conformemente a questa
decisione, 1'11 dicembre dello stesso '1867 il ministro della Marina, ammiraglio
Pompeo Provana 'del Sabbione, compilò le istruzioni per il capitano di fregata
Luigi Bertelli, comandante della pirocorvetta a ruote Ettore Fieramosca, che
doveva recarsi ad Alessandria per alcuni mesi.
Bertelli ebbe ordine, fra l'altro, di affidare la propria unità al comandante in
seconda e, accompagnato eia alcuni membri dell'equipaggio, di visitare le sponde
occidentali del mar Rosso e in l'articolar modo alcune zone, fra le quali Assab,
Massaua, il golfo di Zula e l'arcipelago della Oahlac al fine cii cercare il luogo
adatto per crearvi una colonia penitenziaria.
(3) Per notizie biografiche vedi Giulio Giacchero-Giuseppe Bisogni, Vita di GiusePIJe
SalJeto, Firenze, Sansoni, 1942.
(4) Durante il conflitto contro l'Austria del 1866 la Marina dell'Italia unita affrontò per
la prima volta la flotta asburgica nella battaglia di Lissa, avvenuta il 20 luglio, che si risolse in
una sconfitta. Per maggiori dettagli su questo sfortunato episodio vedi Angelo lachino, La
campagna navale di Lissa 1866, Milano, Il Saggiatore, 1966.

