Page 215 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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I  PRIMI  STABILIMENTI  COLONIALI  E  LA  REGIA  MARINA               199


        questo  lembo  di  terra  africana,  seguì  quella  di  un  secondo contratto alla  firma
        del  quale,  avvenuta  1'11  marzo  1870,  avrebbe  dovuto  presenziare  l'avviso  ad
        elica  Vedetta  ma,  per  un  incidente  durante  la  navigazione,  l'unità  giunse  ad
        Assab  solo  il  4  aprile,  dove  iniziò  i  lavori  idrografici,  attività  che  le  unità  della
        Regia Marina avrebbero continuato a svolgere in  mar Rosso e nell'oceano India-
        no anche nei  decenni successivi.
            Nel  frattempo  il  governo  italiano,  per  far  conoscere  l'esistenza  del  nuovo
        Stato  specialmente  negli  altri  continenti  allo  scopo  di  allacciare  con essi  legami
        di  natura  politica  e  commerciale,  aveva  iniziato  a  far  compiere  alle  navi  della
        Regia Marina lunghe crociere transoceaniche (IO).  Inol tre,  per tutelare i numerosi
        connazionali  emigrati  in  America  Latina,  continuando  quanto  aveva  fatto  la
        Marina  del  Regno  di  Sardegna,  quella  del  Regno  d'Italia  inviò  proprie  unità  a
        Montevideo e  addirittura  nel  1865, durante  un  sanguinoso conflitto fra  il  Para-
        guay  contro  l'Argentina,  il  Brasile  e  l'Uruguay,  vi  costituì  la  Divisione  Navale
        dell'America Meridionale (I I).
            Fra  le  unità che  in  quegli  anni  toccarono  paesi  extraeuropei  vi  fu  anche  la
        pirocorvetta ad elica Principessa Clotilde, agli  ordini del  capitano di fregata  Carlo
        Alberto  Racchia.  La  nave,  lasciata Genova  il  7  maggio  1868, si  recò in  Estremo
        Oriente dove il  comandante Racchia,  seguendo le  istruzioni  ricevute dal  Ministe-
        ro,  visitò il  Borneo e  gli  arcipelaghi  vicini  al  fine  di  trovare una località adatta a
        stabilirvi una colonia penitenziaria. Nello svolgere tale missione egli ebbe contatti
        con le  locali autorità britanniche ed olandesi, le  quali  fecero ben comprendere di
        non gradire la  presenza  di  una  nave  della  Regia  Marina  in  quei  mari.  In  partico-
        lar  modo  gli  olandesi,  seppure  in  maniera  velata,  protestarono  con  Racchia



            (IO)  La  prima unità che si  segnalò in  questo genere di  attività  fu  la  pirocorvetta ad elica
        Magellta  comandata dal  capitano di  fregata  Vittorio Arminjon che, salpata da Montevideo il  2
        febbraio  1866, circumnavigò  l'Africa, giungendo a  Giakarta  il  27 aprile.  Arminjon  proseguÌ  la
        crociera toccando il  Giappone e  la  Cina e con entrambi  i paesi  riuscì  a siglare  un  trattato com-
        merciale  destinato  a  favorire  in  l'articolar  modo  l'acquisto  da  parte  dei  commercianti  italiani
        dei semi dei  bachi da seta, materia prima necessaria alla produzione di  seta nel nostro Paese.
            La  Magellta,  dopo  aver  sostato  in  altri  porti  dell'Estremo  Oriente,  attraversò  il  Pacifico
        facendo soste in  Australia,  in  Perù, in  Cile, superò lo  stretto di  Magellano, toccò Montevideo c,
        dopo alcuni scali tecnici,  il  2R  marzo  1868 giunse a Napoli, avendo cosÌ  l'onore di  essere stata la
        prima  nave  da guerra  italiana  a  compiere la  circumnavigazione  del  globo.  Oltre all'imporrante
        opera svolta sia  in campo diplomatico sia  in  quello economico,  assai  interessanti furono  i risul-
        tati  conseguiti  nel  settore scientifico  in  quanto a  bordo della  nave  fmono  imbarcati  due  famosi
        naturalisti, i professori Enrico Hillyer Giglioli  e Filippo  De  Filippi.  Per la  descrizione degli  studi
        c  delle  ricerche da loro  svolti  durante  la  crociera  vecli  Enrico  Hillyer Giglioli, Viaggi  iI/tOri/O  al
        globo  della  R.  Pirocorvetta  italial/a  Magel/ta  lIegli  alllii  1865-66-67-68  sotto  il  comal/do  del
        capitano di (regata  V.  F.  Armil/j(J/I,  Milano, Maisner,  1875.
            (11)  Mariano  Gabriele,  La  prima  Maril/a  d'Italia  (1860- J 8(6),  Roma,  Ufficio  Storico
        della Marina Militare, 1999, p.  n-79, 141-142, 164-166.
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