Page 218 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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               Dopo  poco  più  di  due  anni  l'Egitto,  che  contestava  questa  mossa  del  nostro
           Paese, si  trovò pesantemente impegnato nel  tentativo di  reprimere in Sudan la rivol-
           ta  dei  seguaci  del  Mahdi.  Il  Cairo fu  quindi  costretto a  sguarnire i presidi  lungo  il
           mal'  Rosso  inviando  parte  delle  truppe  nell'interno  e ciò  fece  nascere  nel  governo
           britannico  il  timore  che  di  questa  situazione  potesse  approfittare  la  Francia  per
           estendere più a nord il  suo possedimento di Obòck (17).  Per far  fronte a tale pericolo
           lord  George  Granville,  ministro  degli  Affari  Esteri  inglese,  il  20  ottobre  1884
           informò  l'ambasciatore  italiano  a  Londra  Costantino  Nigra  che  la  Gran  Bretagna
           non si sarebbe opposta alla nostra occupazione di Massaua lungo il litorale eritreo.
               Nel  prosieguo  delle  trattative,  il  governo  di  Londra estese  il  numero  delle
           località  costiere  che  avrebbe  potuto  acquisire  l'Italia  cosicché  il  presidente  del
           Consiglio dei  Ministri  Depretis,  per non  perdere  la  favorevole  congiuntura,  fece
           rapidamente preparare  i piani  per procedere all'occupazione di  questi  territori e
           la  prima  nave  ad entrare in  azione  fu  la  corazzata Castelfidardo  del  capitano di
           vascello Gioacchino Trucco, che mise a terra una compagnia da sbarco agli ordini
           del  tenente  di  vascello  Luigi  Capllt,  che  il  25  gennaio  1885  prese  possesso  in
           nome  del  re  Umberto  I  di  Beilul,  la  stessa  località  nei  pressi  della  quale  si  era
           svolto l'eccidio della spedizione Giulietti (18).
                Il 5  febbraio successivo il  contrammiraglio Pietro Caimi, comandante della
           neocostituita Forza Navale nel  mal'  Rosso, procedette allo sbarco a Massaua del
           corpo  di  spedizione  del  Regio  Esercito  agli  ordini  del  colonnello  Tancredi
           Saletta.  eoperazione, alla  quale  presero  parte anche alcuni  reparti  dei  marinai
           di  Caimi,  si  svolse  in  maniera  incruenta  e  la  bandiera  italiana  fu  così  alzata
           accanto  a  quella  egiziana  (19).  Nei  mesi  seguenti  giunsero  in  mal'  Rosso  nuove



                (17)  In  quei  giorni  si  erano  infatti  diffuse  voci  dell'occupazione  da  parte  francese  delle
           località costiere di Sagallo e Tagiùra, vedi Archivio Storico Diplomatico del Ministero degli Affari
           Esteri,  Roma  (d'ora in  poi ASDMAE), Archivio Storico del Millistero dell'Africa Italiana  (d'ora in
           poi ASMA!), Archivio Eritrea  (d'ora  in  poi AE), b.  2,  fasc.  I:  lettera del  console italiano di  Aden
           Giuseppe Bienenfeld Rolph al  reggente il  Regio Commissariato di Assab Giulio Pestalozza redatta
           ad Aden 1'11  novembre 1884, con n. di prot.  166 ed avente oggetto "Serie politica".
                (18)  AUSMM, RB, b.  2126: copia della lettera del capitano di  vascello Gioacchino Truc-
           co al  Ministero della Marina-Segretariato Generale redatta a Beillli  il  28 gennaio  1885, con n.
           di prot. 863  R ed avente oggetto "Rapporto sull'occupazione di  Beilul".
                (19)  Nell'occasione  fu  molto importante l'opera di  mediazione fra  le  autorità italiane e
           quelle egiziane svolta dal comandante della cannoniera britannica Condor, vedi  Public Record
           Office,  Kew  Gardens, ADM  1,  b.  6764: telegramma del  commodoro Robert H.  M. Molineux
           all'Ammiragliato britannico spedito da SlIàkin 1'8  febbraio  1885; AUSMM, RH,  b.  2237:  rap-
           porto  del  contrammiraglio  Pietro  Caimi  al  Ministero  della  Marina-Segretariato  Generale
           redatto a Massaua il  6 febbraio  1885, con n.  di  prot. 43  R ed avente oggetto "Sulla traversata
           da  Suakin  a  Massaowah.  Occupazione  di  Massaowah".  Il  governo  francese,  da  parte  sua,
           seguì  con  apprensione  i  movimenti  delle  navi  italiane comandate da  Caimi  ed  inviò  una sua
           unità da guerra, la Renard, a sorvegliare lo sbarco a Massaua.
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