Page 216 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
P. 216
200 MARCO GEMIGNANI
riguardo alla contemporanea e simile attività svolta per conto del nostro Paese da
una spedizione guidata da Giovanni CernIti, missione clelia quale il governo ita-
liano non aveva informato quello olandese per i normali canali diplomatici (12).
Proprio per evitare attriti con i Paesi Bassi l'Italia rinunciò temporaneamen-
te a dare seguito agli accordi che CernIti era comunque riuscito a sottoscrivere
con alcuni capi tribù i quali, per denaro, gli avrebbero ceduto delle isole, che
sarebbero poi passate sotto la sovranità italiana.
In seguito il governo italiano riesaminò la questione, anche perché vi erano
oggettive difficoltà per sapere quali terre in quell'area appartenevano ad altri
stati europei, cosicché nel dicembre del 1872 destinò in Estremo Oriente la cor-
vetta a ruote Governolo e l'avviso ad elica Vedetta le quali si sarebbero messe a
disposizione del comandante Racchia che, rimpatriato con la Principessa Clotilde
nel luglio 1871, era stato nuovamente inviato nel Borneo per proseguire le tratta-
tive per acquisirvi dei territori.
Tuttavia pure questa volta la presenza delle nostre navi da guerra in quelle
lontane regioni sollevò preoccupazioni e malumori in Gran Bretagna e in Olan-
da, alle quali si aggiunsero anche gli Stati Uniti.
Per tale motivo il governo italiano, che in seguito alla breve guerra contro
lo Stato pontificio del settembre 1870 aveva trasferito la sua sede a Roma, decise
di soprassedere alla creazione di colonie in Estremo Oriente e tornò ad appunta-
re la sua attenzione lungo la costa occidentale del mal' Rosso dove, servendosi
della compagnia di navigazione Rubattino e c., aveva continuato ad allargare la
"testa di ponte" di Assab.
Si intensificò così la presenza in quelle acque di unità della Regia Marina, i
cui equipaggi si impegnarono anche a costruire le infrastrutture più necessarie
per permettere l'incremento della popolazione di Assab e il suo sviluppo econo-
mico e prestando soccorso alle navi che si trovavano in difficoltà (13).
Il 24 dicembre 1880 LSenedetto Cairoli, presidente del Consiglio dei Mini-
stri e ministro degli Affari Esteri, arrivò ad emettere un'ordinanza con la quale
istituì un commissario civile italiano ad Assab, incarico che fu affidato al console
di carriera Giovanni Branchi.
(12) Franco Ceccarelli, "L'espansione coloniale italiana nell'Oceano Pacifico", Holletti-
I/O d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare, [II (1989),4, p. 217-226.
(13) Ad esempio l'equipaggio dci regio piroscafo Ischia nei primi mesi del 1880 costruÌ
ad Assab, fra l'altro, un distillatore di acqua dolce, un pontilc, un frangiflutti e ne rafforzò un
altro, scavò due pozzi, colmò altrettanti piccoli stagni costieri c curò il trasloco dci forno da
campagna, vedi AUSM M, RH, b. 2163, fasc.l3: lettera del tenente di vascello Raffaele Volpe
al ministro della Marina Ferdinando Acton redatta a Napoli il31 gennaio 1881, con n. di prot.
33 ed avente oggetto "Rapporto generale sulla campagna testé compiuta da questa R. Nave".

