Page 219 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
P. 219

I  l'lUMI  STABILIMENTI  COI.ONIALI  F  I.A  REGIA  tvlARINA          2m


        unità,  con  le  quali  si  procedette all'occupazione  di  altre  località lungo  la  costa,
        fra  cui Arkiko e le  isole  Dahlac.
            Poiché era probabile che la Turchia  reagisse  militarmente alla nostra espan-
        sione in  Eritrea,  i vertici  clelia  Regia  Marina, oltre ad  allertare l'avviso Sesia  sta-
        zionario  ad  Istanbul  di  tenere  costantemente  informato  il  Ministero  sui  movi-
        menti clelia flotta ottomana, prepararono un articolato piano per fronteggiare la
        possibile minaccia (20).
            In tale  studio erano  prese in esame due  possibilità:  che le  navi  turche com-
        pissero scorrerie e bombardassero i centri costieri  cci  indifesi  della Sicilia e  della
        Puglia,  oppure che attraversassero il  canale cii  Suez e  quindi attaccassero, impie-
        gando anche truppe  da  sbarco,  le  guarnigioni  italiane  che  presidiavano i  litorali
        eritrei.  In  entrambi i casi, si  faceva  particolare affidamento sulle nuove e potenti
        corazzate  Duilio  e  Dandolo  che,  in  caso  di  necessità,  avrebbero  potuto  essere
        l'i spiegate  a  Port  Said  pronte  ad  attaccare  le  unità  otto ma ne  qualunque  fosse
        stato il  loro obiettivo (21).
            Il  2  dicembre  1885  l'Italia  assunse,  nella  persona  del  generale  Carlo  Gené,
        la  piena amministrazione di  Massaua, allontanando definitivamente i funzionari e
        i militari egiziani rimasti  sul  posto e sostituendoli con  personale italiano o  indige-
        no a noi  vincolato con giuramento cii  fedeltà (22).
            Nello stesso anno il  governo italiano inviò l'avviso Agostino Barbarigo del  capi-
        tano  di  fregata  Matteo  Fecarotta,  che già  aveva  operato  in  mar  Rosso,  a  Zanzibar



            (20)  Ivi,  b.  118,  fasc.  J:  minuta  della  lettera  del  viceammiraglio  Simone  Pacoret  di
        Saint Bon  al  ministro clelia  Marina  Benedetto Brin  redatta  a  Roma  il  7  febbraio  1885, con n.
        di  prot. 38  R ed avente oggetto "Istruzioni  per il  capitano di  corvetta cav. Altamura".
            (21)  Ivi,  fasc.  2:  copia  degli  "Studi  relativi  all'eventualità  di  una guerra contro  la  'fur-
        chia  in  seguito  all'occupazione  militare  italiana  nel  Mal'  Rosso"  redatta  a  Roma  il  lO  marzo
        1885.  Nel  settembre  successivo  fu  studiato  pure  un  piano  per  occupare  la  Tripolitania  ed
        eventualmente  la  Cirenaica,  le  ultime  regioni  dell' Africa  settentrionale  ancora  apparrenenti
        alla Turchia, vedi ivi,  fasc.  3:  "Riservatissimo.  Le  condizioni  militari  della Tripolitania.  Rela-
        zione  del  contrammiraglio  cOlllm.  Lovera  di  Maria  comandante  la  Divisione  Navale  d'Istru-
        zione a S.  E.  il  ministro della  Marina. Settembre  1885".
            (22)  Gené  ilio novembre aveva sostituito il  colonnello Saletta,  il  quale era stato invia-
        to in  India per studiare l'organizzazione militare delle  forze anglo-indiane, vedi  Luigi  TÌlcca-
        l'i,  L'impresa  di  MaSSa/W  Cinlto  (/I/I/i  dopo,  Roma,  Ufficio  Storico  dello  Stato  Maggiore
        dell'Esercito,  1985, p.  93.
            Anche  il  contrammiraglio  Caimi,  l'altro  protagonista  dell'occupazione  di  Massaua,  era
        stato nel  frattempo rimpatriato a causa di una grave forma di  anemia e rimpiazzato dal  parigra-
        do  Raffaele  Noce,  vedi  ASDMAE,  ASMA!,  AE,  b.  16,  fasc.  4:  lettera  del  capitano  di  fregata
        Eugenio Grandville al  colonnello Tancredi Saletta reclatta  a Massaua il  4  aprile  1885, con  n. cii
        prot.  128  R  ed  avente  oggetto  "Sullo  stato  di  salute  dell'ammiraglio  comandante  le  Forze
        Navali  in  Mar Rosso".
   214   215   216   217   218   219   220   221   222   223   224