Page 224 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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armamenti e della Marina mercantile; un Servizio idrografico; un Servizio sanita-
rio; un Ufficio del Genio per le fortificazioni, le opere idrauliche e i fabbricati;
un Ufficio di ragioneria e un Ufficio di revisione dei conti (7).
Al di là però delle innovazioni introdotte nel palazzo di S. Agostino occorre-
va anche tenere d'occhio la contemporanea evoluzione tecnologica, che influen-
zava allora ogni settore, compreso quello marittimo. Nel 1894 infatti si verificò
nel lontano Estremo Oriente un evento che mise in crisi le scelte di costruzione
navale adottate universalmente quanto affrettatamente dopo la battaglia di Lissa
e che erano basate più sull'antistorica sopravvalutazione dei riesumati rostri o
speroni che sull'apprezzamento delle moderne artiglierie e delle nuove armi
subacquee (mine e siluri). Si trattò della battaglia dello Yalu del J 7 settembre
1894, durante la quale una squadra navale giapponese, grazie all'impiego di can-
noni di medio calibro a tiro rapido, sconfisse duramente una superiore flotta
cinese dopo aver eluso i tentativi di speronamento eseguiti da quest'ultima,
dimostrando la vacuità delle fantasie militari-marittime successive al J 866 (8).
Pertanto, negli ultimi anni del XIX secolo, anche in Italia si assistette ad un
fiorire di studi e di dibattiti su quella che alcuni ritenevano una rivoluzione tatti-
ca, ma che in realtà rappresentava un atto di ponderata restaurazione e un assen-
nato ritorno ai più efficaci strumenti offensivi, tecnologicamente aggiornati.
Di lì a poco gli insegnamenti della guerra russo-giapponese del 1904-1905
furono ancora più determinanti, sollecitando la messa a punto di studi già intra-
presi per l'applicazione del tiro rapido anche ai grossi calibri (QFG), rendendo li
capaci di due colpi al minuto. Ciò permise da allora in poi di condurre il combat-
timento sul mare con l'impiego quasi esclusivo dell'armamento principale di
bordo e quindi su distanze superiori ai 5.000-6.000 metri, che avevano rappre-
sentato la massima gittata utile nella battaglia di Tsushima (27-28 maggio 1905),
quando era stato necessario condurre lo scontro prevalentemente con l'artiglieria
secondaria di medio calibro, l'unica a possedere allora un caricamento veloce (9).
La prima nave corazzata che adottò un armamento quasi esclusivamente
pesante (dieci cannoni da 305 mm), ma a caricamento rapido (cioè di due colpi al
minuto) e quindi il nuovo sistema di tiro con salve a lunga gittata, controllate da un
centralizzato APG (apparecchio di punteria generale), fu la famosa Dl'eadnought
(7) G. Colliva, Uomini e navi nella storia della Marina Militare italiana, Milano, Bra-
mante, 1972, p. 55.
(8) Cfr., tra gli altri, M. Sanderson, Sea battles, Newtol1 Abbot, Davis & Charles, 1975,
p.188-189.
(9) Su tale battaglia c sull'intera gucrra russo-giapponese sul mare vds. A. Santoni, La
battaglia di Tsushima, Roma, De II' Ateneo, 1985.

