Page 227 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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LA  MARINA  NEGLI  ANNI  TI(A  II.  XIX  l',  IL  XX  SECOLO  - C;RANDF,//A,  DIBATTITI  E  CRISI   211


             Ed  in  effetti l'ammiraglio  Bettolo,  di  fronte  a  queste  ripetute offese alla  sua
        onorabilità, non poté più esimersi dallo sporgere querela contro l'onorevole Ferri
        per  diffamazione e  ingiurie  a  mezzo  stampa,  dopo  aver  presentato le  dimissioni
        da  ministro il  21  giugno  dello stesso  1903.  Il  conseguente  processo, apertosi  nel
        successivo  novembre,  con  una  sollecitudine  oggi dì  impensabile,  si  concluse  nel
        febbraio  1904  dando  piena  soddisfazione  al  Bettolo  e  quindi  al  governo,  cioè
        condannando il  Ferri  ad  un  anno e  due  mesi  di  reclusione,  al  pagamento di  una
        multa di  lire 1.516, al  risarcimento pecuniario dei  danni e alle spese di giudizio.
             Tllttavia  il  27  marzo  1904 - non  a  caso  soltanto  dopo  l'esito  del  suddetto
        processo  favorevole  alle  tesi  della  maggioranza  politica  - il  Parlamento  decise
        finalmente  di  approvare  un  vecchio  progetto  di  legge  presentato  dall'onorevole
        Leopoldo  Franchetti  nel  lontano 2  giugno  1903, cioè  a  sole  due  settimane  dalla
        famosa  pubblicazione  dell'infamante  articolo  dci  Ferri  su  "L'Avanti!",  e  che
        richiedeva l'apertura di  un'indagine conoscitiva sulla Marina.  Fu  pertanto istitui-
        ta  una  Commissione  d'inchiesta  formata  da  sei  senatori,  sei  deputati  e  cinque
        altri membri nominati  dal Consiglio dei  ministri, allo scopo di  inquisire sull'orga-
        nizzazione e sull'amministrazione della Forza Armata (14).
             Il  28  aprile  1906  le  voluminose  conclusioni  di  detta  Commissione  furono
        presentate  al  Parlamento  dal  relatore  Franchetti  e  vennero  discusse  in  aula  tra  i
        mesi  di giugno e luglio.  Esse,  pur lodando "tutto ciò che di  buono e di sano nella
        nostra  Marina  Militare  indubbiamente  c'è",  confermarono  purtroppo  le  già
        sospettate  irregolarità  nel  sistema  delle  commesse.  [n  particolare  venivano
        denunciati  i  non  sempre  limpidi  rapporti  tra  il  Ministero  e  l'industria  privata,
        l'affrettato  collaudo  e  l'accettazione  di  forniture  (soprattutto  corazze)  non
        conformi  ai  tempi di  consegna e ai  concordati standard qualitativi, nonchè i col-
        legabili  e  sproporzionati  guadagni  della  Terni,  che  pur  essendo  risultata  spesso
        inadempiente  nei  riguardi  degli  stipulati  contratti,  "ha  quasi  quintuplicato  il
        valore delle sue azioni a spese dello Stato", come venne riferito e sottolineato dal
        "Corriere della Sera" del  l° luglio di quell'anno.
             Ancora  più  feroce  fu  il  giudizio  espresso  il  3  luglio  in  aula  dall'onorevole
        Leonida Bissolati, secondo il  quale lo Stato aveva artificiosamente creato e svilup-
        pato  la  società  Terni,  consegnandosi  "alla  speculazione  privata  perché  essa  ne
        facesse  bottino" (L)).
             Per  quanto  riguardava  invece  le  caratteristiche  dello  strumento  militare  e  i
        relativi  metodi  di  gestione da  parte degli  organi  marittimi centrali e  periferici, la




             (14)  M. Gabriele - G.  Friz, o/J.  cit., p.  144.
             (15)  Dizionario Biografico degli ltalialli, voce "lkttolo C;iovanni".
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