Page 232 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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            Boxer.  Quella  che  sembrò  in  un  primo  momento  soltanto  una  ribellione  isolata
            degenerò ben presto in una vera e propria guerra tra il  moribondo Celeste Impero,
            schieratosi con i Boxer,  e una coalizione costituita da Gran Bretagna, Russia,  Fran-
            cia,  Giappone, Germania, Austria-Ungheria,  Italia e perfino Stati Uniti,  ultimi arri-
            vati nella gara di spartizione del "grande malato" dell'Estremo Oriente (24).
                Proprio in  quel periodo era stata sciolta,  per motivi  di  economia,  la  divisio-
            ne  navale  che  l'Italia  manteneva da  tempo  nelle  acque  asiatiche  e  che,  di  fronte
            all'emergenza, dovette essere  ricostruita con molta fatica  e posta al  comando del
            contrammiraglio  Candiani,  mentre  le  uniche  unità  nazionali  rimaste  nell'area  al
            momento  di  massima  crisi,  cioè  gli  incrociatori  Elba  e  Calabria,  contribuirono
            con  un  totale  di  settantotto  marinai  alla  formazione  di  una  colonna  di  soccorsi
            diretta  a  Pechino.  Un  altro  contingente  di  venti  marinai  italiani  (distaccamento
            del sottotente di vascello Ca  dotto, poi caduto in combattimento a Tien-Tsin) fece
            parte  della  famosa  colonna  Seymour  disperatamente  protesa  verso  la  capitale
            cinese, dove il  quartiere delle Legazioni internazionali era sotto feroce assedio.
                Pechino venne  finalmente raggiunta a metà agosto dai soccorsi appartenenti
            soprattutto alla colonna Cradock e la  Cina dovette pagare le  dure conseguenze di
            questa  nuova sconfitta  militare,  mentre soltanto allora cominciavano ad  arrivare
            a Taku  le  prime unità della flotta cii  Candiani. Acl  ogni modo l'Italia, al  pari delle
            altre  potenze  vincitrici,  ottenne  dal  successivo  trattato  cii  pace  del  7  settembre
            1901  una "concessione" territoriale. Essa, ampia quarantasei chilometri quadrati,
            era  ubicata  nella  città  di  Tien-T.,in  e  sarebbe  rimasta  in  nostro  possesso  fino
            all'armistizio del 1943, quando passò sotto provvisorio dominio giapponese (25).
                L:ultimo  importante impegno della  Regia  Marina prima della Grande Guer-
            ra  fu  la  fondamentale e perfino decisiva partecipazione al  già accennato conflitto
            italo-turco  del  1911-1912  per  la  conquista  della  Cirenaica  e  della  Tripolitania.
            Molto è  stato  e  viene  ancora  scritto  su  questa  contestata  impresa  coloniale, che




                (24)  Il  6  settembre  1899, anno  immediatamente  precedente  la  guerra  dei  Boxer,  il  Se-
            gretario di Stato americano John  Hay aveva enunciato la  politica della "porta aperta" america-
            na  in  Cina,  che  denunciava  la  precedente  consuetudine  cinese  delle  "concessioni"  bilaterali,
            considerate  da  Washington  un  inaccettabile  esempio  del  comportamento  monopolistico  delle
            potenze europee nell'intero continente asiatico.
                (25)  Sull'argomento  cfr.  G.  Manzari,  La  /Jartecipazione  italiana  alla  spedizione  inter-
            naziol/ale COI/tro  i  Boxer  (1900):  le  operaziol/i del  corpo  di  spedizione  italiano  e  della  Regia
            Maril/a,  relazione  presentata al  Convegno di studi  sulle  "Missioni  Militari  italiane  all'estero  in
            tempo di  pace  (1861-1939)" a cura clelia  Commissione italiana di  storia militare,  Milano 25-26
            ottobre  2000  e,  pill  in  generale,  F.  Bellini,  La  partecipazione  italiana  alla  guerra  dei  Boxers,
            Roma, Montagnoli,  1981. Per  fondamentali  riferimenti  archivistici cfr.  C.  Paoletti  - F.  Aclriani,
            "Le fonti  relative alla  Regia Marina in  Estremo Oriente negli  archivi  militari italiani", in  Bollet-
            til/o d'archivio dell'Ufficio Storico della Maril/a Militare, giugno 2002, p. 223-238.
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