Page 233 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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secondo alcuni CI permise soltanto di dominare dal 1912 al gennaio 1943 su
"uno scatolone di sabbia", mentre secondo altri ci garantì un importante vantag-
gio geo-strategico al centro del Mediterraneo (2(,).
È certo cOlllunque che questa guerra fu iniziata dall'Italia senza un'adeguata
preparazione materiale e psicologica, forse anche perché Roma ebbe la presun-
zione di credere che le locali popolazioni arabe avrebbero accolto a braccia aper-
te le nostre truppe, non attendendo altro che passare dalla dominazione turca a
quella italiana. Accadde invece esattamente il contrario, dal momento che le suc-
cessive dure prove sopportate dai nostri militari in Libia furono imputabili molto
più alla resistenza guerrigliera dei nativi, che non all'azione delle ridotte truppe
regolari turche (27).
Anche sul piano dell'organizzazione logistica le cose non andarono come
previsto, tanto che si verificò un ritardo di dodici giorni tra la nostra dichiarazio-
ne di guerra (29 settembre 1911) e l'arrivo nelle acque libiche del contingente del
Regio Esercito. Di conseguenza, dopo il bombarclamento navale cii Tri poli del 3 e
4 ottobre, fu necessario mettere a terra il giorno seguente nei pressi della capitale
1.732 marinai delle compagnie da sbarco delle navi da guerra, che vennero rag-
giunti sul posto dai soldati del vero e proprio Corpo cii spedizione soltanto tra
l'l! e il 14 ciel mese.
Mentre il governo italiano si affrettava a dichiarare il 5 novembre la propria
sovranit~ sull'intera Libia, preoccupato dalle crescenti lamemele delle Cancellerie
europee, a loro volta timorose di un'estensione della guerra nelle zone dei Balca-
ni ancora sotto dominio ottOl1lano, le operazioni sul terreno non procedevano
affatto bene, trascinandosi poi per oltre lIll anno, senza portare all'auspicata e
sollecita vittoria sul campo (2H).
Incapace quindi cii risolvere rapidamente il conflitto sul teatro bellico princi-
pale, il Comando militare itDliano pensò ad lIna serie di operazioni navali perife-
riche che, accompagnate dall' azi one della di pl omazia, avrebbero dovuto dimo-
sO'are a Costalltinopoli l'inlltilit~ di protrarre il conflitto. Queste azioni navali
sono molto note e quindi le elenchiamo soltanto. Esse consistettero nel modesto,
ma vittorioso scontro di Kunficla nel mar Rosso ciel 7 gennaio 1912, nel bombar-
damento cii Bei rut del 24 febbraio successi vo, nel cannoneggiamento dei forti
(26) Vds., per tutti, il recente volume di M. C;,lbrielc, La Marillo nel/a guerra ita/o-Imca,
Roma, Ufficio Storico della Marina Ivlilitare, 199X.
(27) Cfr. C. Roncagli, La gllerra ila/o-Illrca, Roma, Ufficio Storico della Marina
Militare, 1918, p. 60.
(2X) Come i:: noto, la guerra di Libia vide il primo impiego bellico dell'aereo, grazie ad
alcuni esemplari di velivoli, per lo pill da ricognizione, messi in linea dagli italiani.

