Page 237 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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1.1'  FORZE  AICvlATF  l'  LE  ESPLORAZIONI  C;EOC;RAI'IClIF           221


              La  fondazione  anche  in  Itali;l  di  Societh  geografiche  e  di  riviste  e  pubblica-
         zioni  scientifiche  o  di  carattere  divulgativo,  che  si  occupavano  di  esplorazioni,
         svilupparono  un  interesse  favorevole  dell'opinione  pubblica  più  evoluta  ad  un
          intervento  italiano  nella  spartizione dell'Africa.  Cimeresse  per  questo conti nente
         era  aUll1entato  da  quando  anche  esploratori  italiani  avevano  iniziato  a  prendere
          parte, personalmente, ad alcune spedizioni.
              Nel  1867,  a  Firenze,  fu  fondata  la  Societh  Geografica  Italiana;  seguirono,  a
         breve termine,  la  Socied di  Esplorazione commerciale  in  Africa,  a  ìvlilano  (1879),
          la  Societh Africana  d'lt-alia,  o  Club africano  (Napoli,  1880.  Seguirono la  Società  di
         Studi Coloniali  (Firenze),  l'Associazione di  Geografia Commerciale (Bari),  il  Comi-
          tato per le  Esplorazioni  in  Africa  (Torino), la Societh di  Esplorazione (Genova).
              Fra  i giornali  e  le  riviste:  il  "Giornale illustrato  cIei  viaggi  e  delle  Avventure
          di  terra  e  di  mare",  il  "Giol'11ale  dei  Viaggi  e  delle  Esplorazioni",  il  "Giornale
          popolare di  viaggi";  la  "Gazzetta coloniale",  la  "Rivista d'Africa",  il  "Corriere di
          viaggio",  ecc.  Nell'aprile  1868  fu  fondata  la  "Rivista  Marittima",  ancora  oggi
          pubblicata.  Ceroe  delle  Cinque  Giornate  di  Milano,  Manfredo  Camperio  fondò
          sia la  Societh di  Esplorazioni Commerciali, sia il  giornale "L'esploratore".
              Fra  i  fondatori  della  Societ;l  Geografica  Italiana  vi  era  il  patrizio  perugino,
          marchese  Orazio  Antinori  (1811-1882).  Coinvolto  come  ufficiale  negli  avveni-
          menti  veneti  del  1848,  fu  ferito  a  Cornuda.  Eletto  deputato  alla  Costituente
          romana,  partecipò  eroicamente  alla  difesa  di  Roma  sino  alla  sua  caduta  e  fu
          costretto  ad  emigrare  in  Oriente.  Passato  in  Egitto e  di  lì  nel  Sudan,  partecipò a
          viaggi  nelle  regioni  dci  Nilo Azzurro e  del  Barh el-Ghazali.  Nel  1869 effettuò un
          viaggio  in  Nubia  e,  nel  1870,  con  Odoardo  Beccari,  Arturo  Issel  e  Giuseppe
          Sapeto,  giunse  ad  Assab  e  a  Cheren,  fermandosi  per  due  anni,  in  Abissinia,  ove,
          con Carlo Piaggia (1827-1882) si  adoperò a collezionare raccolte zoologiche. Nel
          1877  guidò  la  grande  spedizione  organizzata  dalla  Società  Geografica  Italiana
          nella  regione  clei  laghi  equatoriali  africani.  Nonostante  i  suoi  sessantasei  anni
          partì via  Zeila, assieme a Giovanni Chiarini, e  raggiunse il  campo di  Liccé dove si
          trovava  Menelik,  re  dello  Scioa.  Qui  Antinori,  rimasto  ferito  in  un  incidente,  si
          fermò  impiantando  una  stazione  scientifica  ed  ospitaliera  a  Let  Marefià,  ove  fu
          l'aggiunto da una spedizione di  rifornimenti guidata dal capitano Sebastiano Mar-
          tini  Bernardi e da Antonio Cecchi.  Impossibilitato a  proseguire, affidò il  compito
          esplorativo a  Cecchi  e  Chiarini,  che  partirono,  il  4  luglio  1878, verso  meridione
          per il  loro infelice tentativo. Antinori condusse altri viaggi  esplorativi  nello SCiO;l,
          morendo  dopo  una  breve  malattia,  il  17 agosto  1882.  Le  sue  raccolte  sono con-
          servate  nel  Museo  Civico  di  Storia  natlll'ale  di  Genova  e  nel  Museo  Etnografico
          di  Roma.  I  taccuini  personali  e  i  diari  sono  conservati  dalla  Società  Geografica
          Italiana nella sua sede di Villa  Celimontana a  Roma, con  la  documentazione rela-
          tiva agli  altri viaggi  patrocinati dalla Societh.
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