Page 242 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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            della  regione  del  Paranà,  raggiungendo  le  grandi  cascate  di  Guaiarà.  Attratto
            dall'ignoto,  risalì  i  corsi  dei  fiumi  IguazÌl  e  Itambe-Guazù,  inoltrandosi  nella
            parte brasiliana dell'alto Paranà c,  quindi,  nel  Mato Grosso.  Dopo essere rientra-
            to  a  Buenos  Ayres,  inviò  diciannove  casse  di  materiale  scientifico  al  Museo  di
            Genova. S'imbarcò, quindi, sulla corvetta argentina Ci/ota e,  fra  il  29 gennaio e il
           2 giugno 1884, esplorò il  canale Beagle,  che già  appariva di  notevole importanza
            stratcgica  pcr gli  stati  rivieraschi;  dopo una puntata all'isola  degli  Stati,  rientrò a
            Montevideo con collezioni scientifiche di grande valore.
                Amareggiato  per  non  esserc  riuscito  a  raccogliere  i  finanzial1lenti  necessari
            per  la  sua  spedizione  antartica,  Bave  si  vide  costretto  ad  accettarc  l'incarico  del
            Ministero dcgli  Esteri  italiano  di  esplorare il  bacino ciel  fiume  Congo,  ove  anda-
            vano  indirizzandosi  le  iniziative europee.  Lasciata  Liverpool  il  2  dicembre  1885,
            in  cOl1lpagnia  di altri  due italiani,  il  dottor SteSS<lno  e  il  capitano  Fabrello,  pene-
            trò  nel  cuore  del  continente  nero,  risalendo  il  corso  del  fiume,  e  raggiunse  le
            cascate Stanley da cui iniziò il  viaggio di  rientro;  ma  la sua robusta fibra  (si  tratta-
            va  di  un  uomo  molto  alto)  risentì  della  durezza  delle  condizioni  ambientali  (già
            Fabrello era stato colpito da violenti febbri  che ne avevano minato la  salute)  Bove
            soffrÌ  di  ricorrenti  febbri  e  di  fortissime  emicranie  dovute  a  una  malattia  che  lo
            rese  rapidamente  invalido  e  inattivo,  portandolo a  suicidarsi,  il  9  agosto  1887 a
            soli  trentacinque anni.
                Mentre erano  in  corso  le  spedizioni  americane  del  Bove,  altre  spedizioni,
            con  la  partecipazione  di  ufficiali  italiani,  erano  state  effettuate.  Il  6  marzo
            1880,  Pellegrino  Mattcucci  (1850-1881)  che  aveva  già  effettuato due viaggi  in
            Africa  orientale (5),  in  compagnia  del  sottotencnte  di  vascello  Alfonso  Maria
            Massari  (1854-1949),  lasciò  le  rive  del  mal'  Rosso  inoltrandosi  ncll'interno del
            continente  africano.  Da  Suakin  (Egitto),  la  spcdizione  diresse  su  Khartum  (27
            marzo).  Ripartita il  7 aprile, attraverso  il  Kordofan  c  il  Dar-fur,  in  maggio  rag-
            giunsc  il  confine  dell'Uadai,  chc  attraversò,  giungcndo  il  29  ottobre,  alla  capi-
            tale  Abesccr.  Proccdette  quindi  attraverso  il  Bornu  e  Kano  e  raggiunse,  a
            Egana, il  grande fiume  Niger che fu  disceso fino alla sua  foce  (Akassa)  in Atlan-
            tico,  il  2  luglio  1881.  Il  continente africano  era  stato attraversato  eia  levante  a
            ponente;  la  spedizione  aveva  percorso  circa  5.000 chilometri  ad  una  mcdia  di
            venticinque chilometri  al  giorno di  marcia effettiva.  Matteucci,  imbarcatosi  per
            Londra,  vi  dccedette  poco dopo l'arrivo  (8  agosto)  per le  febbri  che lo avevano
            colpito nell'ultima parte del  viaggio africano.  Massari stcse una breve relazione
            (diccmbre  1881)  per  il  "Bollettino"  della  Società  Geografica  e  in  un  articolo



                (5)  Il  primo  nel1X77, con  Romolo Gessi.  Il  secondo con  Gustavo  Bianchi  (l845-18X4)
            e Vigoni,  in Abissinia, elal  I X79-18XO.
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