Page 247 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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        che  il  capitano  di  fregata  Ferdinando  Maffei,  comandante  dell'avviso  a  elica
        Staffetta,  aveva  organizzato  una  esplorazione  delle  rive  dell'Uebi  Scebeli,  previ
        accordi con il  sultano di  Ghelèdi  (Afgoi).  Checchi  ritenne che sarebbe stato utile,
        per il  suo incarico, prendere diretto contatto con  il  sultano e  organizzò una spe-
        dizione comprendente anche i due comandanti delle navi, otto ufficiali degli  stati
        maggiori,  nove graduati e comuni, il  commissario doganale Pio Quirighetti e set-
        tanta  ascari (Hl).  La  missione,  appena  inoltratasi  nell'interno,  fu  attaccata,  il  26
        novembre  1896  a  Lafolé,  da  nomadi  appoggiati  probabilmente  da  capi  locali  e
        praticamente  distrutta.  Si  salvarono  solo  un  sottocapo  timoniere  e  due  marinai
        che  riuscirono  a  portare  la  notizia  alle  navi.  làle  episodio  costituì,  poi,  motivo
        per allargare le occupazioni  italiane anche nella  regione somala.
            Quella spedizione polare progettata da  parecchi esploratori  italiani,  ma  mai
        realizzata  per  mancanza  di  fondi,  fu  finalmente  progettata,  pianificata  e  attuata
        da quella particolare figura  di  principe, esploratore e  pioniere che  fu  Luigi Ame-
        deo di  Savoia-Aosta, duca degli  Abruzzi  (1873-1933).  Marinaio di  carriera, ebbe
        modo  di  conoscere  il  mondo  partecipando  alle  campagne  oceaniche  delle  navi
        militari  come  membro  dello  Stato  Maggiore  e  come  comandante (II l.  Attratto
        dalle imprese anche individuali, effettuò una spedizione che prevedeva l'ascesa al
        monte  Sant'Elia  (Alaska,  5.514  metri),  che  raggiunse  per  primo,  il  31  luglio
        1897. Conosciute le  asprezze dei  climi  estremi, decise di  prendere parte a  quello
        che  era  uno  dei  massimi  obiettivi  delle  esplorazioni  del  tempo:  raggiungere  il



            (IO)  Parteciparono alla spedizione, rimanendovi uccisi:
                 •  Voltumo:  il  sottotenente di  vascello Onorato Baraldi,  il  commissario di  2 a  classe
                   Lucilldo Baroni, il  domestico degli ufficiali  Pio Caramelli;
                 •  Staffetta:  i sottotenenti di  vascello Augusto Sanfelice e  rrancesco  Dc  Cristofaro;
                   il  guardiamarina  Luigi  Guzolini,  il  medico  di  2 a  classe  Alfredo  Smuraglia,  il
                   commissario di  2"  classe  Bernardo Gasparini, il  macchinista di  .P classe Giuseppe
                   Olivieri, il  sottocapo fuochista Giuseppe Rolfo.
            Sopravvissero il  sottocapo timoniere Nicolò Vianello,  ferito  da  una  freccia  al  braccio, c  i
        marinai Federico Gregante e  Natale Bona~era tutti dello Staffetta.  Sopravvisse anche l'interpre-
        te, Ahmed Faya  (colpito da due frecce),  e alcuni  ascari, dei  quali  quakull<>  ferito.  Complessiva·
        mente  morirono quattordici  italiani  e  diciannove ascari  e  furollo  feriti  un  italiano,  l'interprete
        e ventiquattro ascari.
            (11)  Fra gli  altri numerosi  imbarchi si  ricordano i seguenti:
                 •  incrociatore  ausiliario Ali/erigo  Ves/mcci  (21  agosto  1889-26  febbraio  1891),  in
                   una lunga crociera sulle coste dell' America meridionale;
                 •  cannoniera Voi/Uri/O (I  giugno  1893-11  aprile  18(4);
                 •  incrociatore Cristoforo Co/o11lho  (18 ottobre  1894-1 c  gennaio  18(7);
                 •  Liguria  (quale  comandante,  nel  grado  di  capitano  di  fregata),  ill  Ull  viaggio  di
                   circumnavigazione (IO  agosto  1903 -16 aprile  19(5).
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