Page 245 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
P. 245
LE FORZE ARMATE E LE ESPLORAZIONI GEOGRAFIClI!' 229
soli dieci giorni dalla partenza gli pervenne l'ordine di rientro e di rinvio della
scorta, per cui procedette con soli pochi servi nell'itinerario costiero Massaua-
Assab, mai fino allora percorso. I risultati furono pubblicati, nel 1892, sul "Bol-
lettino" della Società. Rientrato in Italia riuscì a ottenere gli appoggi necessari
per l'attuazione del suo progetto di esplorazione del Giuba. Il 21 settembre
1892 partiva da Berbera, in compagnia volontaria del capitano di artiglieria
Matteo Grixoni; raggiunto l'Uebi Scebeli a Imi, la spedizione entrava nel bacino
del Giuba e ne raggiungeva il corso principale, battezzato Canale (o Ganale)
Doria, risalendolo fino alle sorgenti sui monti raches. Bottego ne ridiscese il
corso, superando le asperità naturali e l'ostilità delle bellicose popolazioni locali.
Per sopraggiunte complicazioni, Grixoni decise di separarsi e procedette più a
occidente lungo il fiume Daua (Parma), riuscendo, così, a raggiungere, primo
europeo, la misteriosa e favolosa città di Lugh, a valle della confluenza fra i due
rami del fiume. Il 17 luglio J 893 anche Bottego, dopo aver scoperto le cateratte
Barattieri e Dal Verme, raggiunse Lugh dove trovò in miserrime condizioni
Bochard e Emilio Dal Seno, superstiti della seconda spedizione Ruspoli (morto in
un incidente di caccia). I tre, via Bardera, raggiunsero la costa a Brava 1'8 settem-
bre 1893. La spedizione ebbe ampia eco anche per le polemiche relative alla
separazione di Grixoni. Rimanevano ancora irrisolte le questioni relative al corso
dell'Omo. Bottego, con l'appoggio sostanziale della Società Geografica Italiana,
organizzò una nuova spedizione largamente dotata di mezzi, della quale fecero
parte: il tenente di vascello Lamberto Vannutelli (1871-1966), incaricato della
parte geografica, il dottor Maurizio Sacchi, naturalista, il tenente Carlo Citerni,
nipote di Bottego, fotografo e segretario, il capitano marittimo Ugo Ferrandi,
incaricato di impiantare e comandare una stazione italiana a Lugh. Scopo della
spedizione: esplorare la regione ignota fra l'alto Giuba, il lago Rodolfo e il Sobat,
e consolidare la posizione italiana sul medio Giuba dopo la conclusione dei
recenti trattati con maggiorenti locali. Partita dall'Italia i11° luglio 1895, la spedi-
zione sbarcò a Brava da cui procedette (13 ottobre) con 25 O ascari, in parte
reclutati fra i condannati all'ergastolo nelle prigioni di Massaua. Il 18 novembre
Lugh fu raggiunta e vi fu impiantata la stazione italiana. Bottego procedette e
raggiunse la confluenza del Daua, lo risalì e giunse a Burgi, dove era morto
Ruspoli. Procedette fino al Lago Pagadé (ribattezzato Regina Margherita), rag-
giunse 1'0mo (10 luglio 1896) che seguì fino alla sua immissione nel lago Rodolfo
(31 agosto). Da qui, agli inizi del 1897, una parte del personale diresse per il
rientro per trasportare in salvo le collezioni raccolte e l'ingente quantità d'avorio
raccolta, frutto di fruttuose cacce; Sacchi, che ne era a capo, perì nel viaggio
verso la costa. Bottega proseguì verso nord-ovest raggiungendo il bacino del
Sobat. Nel frattempo, senza che Bottego lo sapesse, era precipitata la situazione

