Page 251 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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LE  FORZE  ARMATE  E  LE  ESPLORAZIONI  GEOGRAFICHE


            •  il  circolo  a  riflessione  Amici-Magnaghi,  per  misurare  angoli  sul  piano
               orizzontale.
            •  la  bussola Spalazzi  a  riflessione  ottica che consente di  vedere la  Rosa  dei
               venti a distanza, dal  locale ove essa si  trova.





            Raggiunta finalmente  l'unità l'Italia  ricercò  una  propria identità nel  conses-
        so  internazionale,  prendendo  parte  anche  allo  sviluppo,  in  Europa,  dei  nuovi
        interessi geografici intesi a  risolvere, definitivamente, quei  problemi  di  conoscen-
        za  geografica  rimasti  ancora  insoluti:  corso e  sorgente  dei  grandi  fiumi  africani;
        estensione e limiti  della grande zona inesplorata  presente  nell'Africa  equatoriale;
        presenza eventuale  di  terre  e  limiti  della  calotta  artica;  esplorazione  e  delimita-
        zioni  della calotta antartica;  eventuale presenza cii  altre  isole e limiti  precisi  delle
        terre emerse nel!'  oceano Paci fico.
            L'apertura ciel  canale di  Suez  (17 novembre  1869), i cui lavori erano iniziati
        nell'aprile 1859, accorciando grandemente l'itinerario marittimo per l'Africa cen-
        tro-meridionale e orientale, e  per  il  Vicino e il  lontano  Oriente, contribuì  a  dare
        una spinta notevole alle esplorazioni geografiche nell'area.
            Il  nuovo  Stato  si  trovò  nella  necessità  di  affrontare  i  molteplici  interessi
        che  gli  derivavano  dai  precedenti  impegni  degli  Stati  preunitari,  fra  i  quali  la
        difesa  degli  interessi  delle  centinaia  di  migliaia  di  persone  che  costituivano  il
        flusso  emigratorio  italiano  che,  a  partire  dai  primi  decenni  dell'Ottocento,  si
        erano  dirette  verso  le  Americhe.  Ciò  comportò  l'invio  e  la  presenza  di  navi
        "stazionarie"  anche  a  protezione  del  commercio  esercitato  con  golette e  basti-
        menti.  Queste  unità  da  guerra  permettevano  di  sfruttare  le  conoscenze  degli
        ufficiali per acquisire informazioni anche geografiche e, quindi, si  svilupparono
        sempre più, gli  interessi scientifici.
            Fu  cosÌ  che unità da guerra, ufficiali in servizio o  in  congedo, dell'Esercito e
        della  Marina,  furono  impiegati  per  effettuare  viaggi  di  esplorazione  in  Africa
        (specie  nella  zona  d'interesse  nazionale  dell'Abissinia,  Eritrea  e  Somalia),  nelle
        zone polari e estremo orientali.
            Il  primo  giro  del  mondo  di  una  nave  italiana  fu  effettuato  nel  1866-1868
        dalla  pirocorvetta a elica Magenta  (capitano di  fregata Vittorio Arminjon), con a
        bordo anche il  professor Enrico Hillyer Giglioli,  fornì  informazioni geografiche,
        zoologiche, mineralogiche e botaniche. Tra il  dicembre  1872 e l'ottobre 1874 fu
        la  corvetta  a  ruote  Govern%   (capitano  di  fregata  Enrico  Accinni)  ad  essere
        impegnata in  un viaggio di  circumnavigazione che dovette ampliare e completa-
        re gli  studi  precedentemente intrapresi.  La  nave  rimase stazionaria, per un certo
        periodo, in  Cina e Giappone.
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