Page 252 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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236 GIUI.IANO MANZARI
Molti furono gli esploratori ex-militari. Fra gli altri si ricordano: Orazio
Antinori, Enrico D'Albertis, Eugenio Parent, Romolo Gessi, Giacomo Bartolo-
meo Messedaglia, Gaetano Casati, Giacomo Bove, Giovanni Roncagli, Alfonso
Maria Massari, Alberto De Rensis.
Giuseppe Maria Giulietti, il IO aprile 1881, lasciava la baia di Assab con
altri due italiani e la scorta del sottotenente di vascello Giuseppe Biglieri e dieci
marinai della corvetta Ettore Fieramosca. Giulietti intendeva esplorare l'imper-
via regione Dancala e spingersi verso l'Abissinia. Dopo un lungo giro la spedi-
zione giunse a Beilul, inoltrandosi nella valle del Gualima. Giunta a sei giornate
di marcia dalla costa, il 25 maggio 1881, tutta la spedizione fu massacrata da
bande di predoni locali.
Nel frattempo (1882), il Governo era subentrato alla Società Rubattino nel
possesso della baia di Assab, incontrando una crescente opposizione da parte del
governo egiziano e da quello britannico che paventavano una successiva espan-
sione (cosa che effettivamente è accaduta). Lo sviluppo della rivolta mahdista in
Sudan e Abissinia, il massacro della spedizione Giulietti e quello, successivo, della
spedizione di Gustavo Bianchi, ridusse l'opposizione britannica e il governo
Depretis decise, dapprima l'occupazione della zona di Massaua (febbraio 1885),
abbandonata dagli egiziani dopo breve resistenza, e, successivamente, l'allarga-
mento dell'occupazione anche verso l'interno. Ciò provocò la reazione degli abis-
sini con successivi scontri armati, che si protrassero per oltre dieci anni. Si ebbe,
quindi, una pausa nelle esplorazioni condotte da militari salvo, poi, ad esservi
un'espansione per gli aumentati interessi alla conoscenza dell'intera regione del
corno d'Africa. Le esplorazioni, quindi, interessarono in modo particolare la
parte dell'odierna Somalia, impiegabile come base di partenza per penetrare in
Abissinia da sud e da levante.
Seguirono altre esplorazioni, condotte da Enrico Baudi di Vesme, Giovanni
Lovatelli, Vittorio Bottego, Matteo Grifoni, Lamberto Vannlltelli, Carlo Citerni,
Antonio Cecchi, che fu assassinato, assieme a ufficiali e marinai delle navi Voltur-
no e Staffetta, compresi i rispettivi comandanti, il 26 novembre 1896, a Lafolé,
da nomadi appoggiati, probabilmente, da capi locali e praticamente distrutta. Si
salvarono solo un sottocapo timoniere e due marinai che riuscirono a portare la
notizia alle navi. Tale episodio costituì, poi, motivo per allargare le occupazioni
italiane anche nella regione somala.
Di notevole importanza fu la spedizione polare progettata, pianificata e
attuata da quella particolare figura di principe, esploratore e pioniere che fu
Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, duca degli Abruzzi, con la nave Stella Polare.
Giunta alla baia di Tiplitz, la nave fu imprigionata fra i ghiacci in latitudine 82°
04' N, la quarta posizione più vicina al Polo fino ad allora raggiunta da una nave.

