Page 255 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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FUTURISTI E NAZIONALISTI
LA SPEDIZIONE DI TRIPOU: SPERANZE E DELUSIONI
ROMAIN H. RAINERO
Se vi fu un momento, nel primo periodo del Novecento, in cui le relazioni
tra la nazione italiana e le forze armate ebbero lIn vero e proprio collaudo di in-
tensità e di unione, questo fu proprio il momento in clli il governo di Giovanni
Giolitti, decise, "per fatalità storica", come egl i ebbe ad affermare, di effettuare
in Libia una spedizione di conquista. Nell'ambito delle traclizionali attività di ri-
cerca e di studio, questo periodo viene spesso ricordato come un periodo nel qua-
le, dopo la crisi del 'n e l'errata politica degli stati d'assedio, l'opinione pubblica
italiana prese ad interessarsi con favore ad Ulla iniziativa militare alla quale essa
attribuiva il valore di lIna vera riscossa dopo le sconfitte eritree l'cl abissine dell'ul-
timo lustro del secolo precedente e dopo le modeste ripercussioni della parteci-
pazione italiana alla spedizione internazionale contro i Boxer in Cina nel primo
anno del Novecento. Appare peraltro chiaro che questo interesse e questi con-
sensi verso quella conquista coloniale fossero il frutto di una situazione politica
del tutto particolare ddl'Italia. La decisione giolittiana di lanciare l'Italia alla con-
quista della Quarta Sponda trovava infatti il paese alle prese con un momento cii
eccezionale rilllescolamento politico generale e di notevole attivismo ideologico.
Proprio in quegli anni il clima culturale e politico dell'Italia si stava oltre-
modo diversificando con l'emergere e con l'affermarsi cii molte forze che, dopo
la crisi di fine secolo, prospettavano all'Italia nuovi traguardi e nuove idee. Sul-
lo sfondo del 'vecchio' partito socialista si stava israuranclo, con un indubbio suc-
cesso, il Futurismo che il SliO fondatore, F. T. ~\'brinctti, andava diffondendo con
lIn programma dd tutto nuovo e con iniziative clamorose. Ma questa novità non
era isolata: sulla scia dell'antesignano Alfredo Oriani, Enrico Corradini lanciava
~lgli italiani il messaggio di un Nazionalismo che avrebbe dovuto riscattare l'Ita-
lia dalla 'pallide' politica nclla quale stentava a sopravvivere dopo lIn mal dige-
rito Risorgimento.
Ecl in questo clima di grande fcrvore ideologico non può essere sottaciuto,
accanto alle molte pcrplessitù dei socialisti, il movil11ento di radicale opposizione
all'impresa che avrà in Paolo Valera e nel suo periodico "La Folla" i principali
csponenti. Si puc'> senz'altro affermare che, da parte di costoro, la denuncia della
deprecata iniziativa cololliale prosegllirù anche dopo le operazioni militari e la
'vittoria' italiana sostcnendo tenacemente una lotta che i molti episodi violenti

